Berlin Babylon

Recensione: antologia sui giovani scrittori tedeschi emergenti

von Christine Gräbe
 
Italiano di Lorenzo Termite
Als in den neunziger Jahren in Berlin geplant, abgerissen und neu gebaut wurde, als die Berliner Skyline nur noch aus Kränen bestand und die einzige feste Größe die Veränderung war, drehte Hubertus Siegert seinen Film Berlin Babylon. Am Potsdamer Platz und anderswo interviewte er Politiker, Architekten und Berliner, zeigte eine ruhelose und zugleich melancholische Stadt am Wendepunkt, in der alles möglich schien. Die Musik zum Film: die Einstürzenden Neubauten.

»Berlin schmeckt nach Zukunft, und dafür nimmt man den Dreck und die Kälte in Kauf.« (Carl Zuckmeier) Erst recht, seitdem die geteilte Stadt wieder eins wurde, offenbart sich diese Feststellung als das präzise und treffende Porträt der Stadt in Bewegung. In dieser Hinsicht bis ist sie sich bis heute treu geblieben.

Die Stadt ist in Bewegung, noch immer eine große Baustelle, noch immer dreckig. Und nirgendwo in Deutschland liest man sich in den Stadtmagazinen durch so viele Seiten Veranstaltungshinweise, nirgends gibt es so viel Kultur, Cafés, Theater, Galerien, Lesungen, Partys – so viel Leben wie in Berlin. Das zieht vor allem die Kreativen an. Nirgends findet man so viele Initiativen, Neueröffnungen, Firmenideen und Visionen wie hier. Übrigens auch nirgends so viele Arbeitslose.

Dennoch: Berlin ist wieder zum Mittelpunkt des politischen als des intellektuellen Lebens geworden. Und so finden dort auch die jungen deutschen Literaten zusammen, schreiben über ihre Stadt, treffen sich im Kaffee Burger und erregen Aufsehen in Klagenfurt. Die jungen Verlage ziehen bereits nach und siedeln in Berlin an. In vielerlei Hinsicht ist die Berliner Literaturszene die Literaturszene Deutschlands.

Berlin Babylon heißt auch die Anthologie von Erzählungen und Texten der jungen Berliner Literaten, die im letzten Jahr in italienischer Übersetzung bei Mondadori erschienen sind. Beeindruckend ist die Auswahl, die dort zusammengetragen wurde, Texte von Tanja Dückers und Julia Frank, Jakob Hein und Falko Hennig, Judith Herman und Wladimir Kaminer, Karsten Krampitz und André Kubiczek, Sven Lager und Tilmann Rammstedt, Malin Schwerdtfeger und Tobias Herre alias Tube, David Wagner, Maike Wetzel und Feridun Zaimoglu.

Ausgewählt wurden Texte von Berlinern und über Berlin, die in ihrer Gesamtheit nicht nur die Baustelle Berlin greifbar machen, sondern zugleich viel deutschen Zeitgeist offenbaren und ganz nebenbei einen wunderbaren und übergreifenden Überblick über junge Literatur in Deutschland geben. So steht Judith Hermanns Erzählung Sommerhaus, später gleich neben den Texten Wladimir Kaminers, Julia Franks Moabit-Erzählung Für Sie und Für Ihn neben einem Auszug aus André Kubiczeks Berliner Adoleszenzroman Junge Talente. Eine sorgfältige Auswahl, eine, die sich sehen lassen kann und die die Herausgeberin Laura Scuriatti als Kennerin auszeichnet.

Nur bei der Covergestaltung hat sich der Verlag geirrt – das Titelbild nämlich hat so gar nichts Berlinerisches an sich: Backsteine! Ein Kasten mit grünen Flaschen und roten Deckeln! Das ist ein Hamburger Balkon, der da zu sehen ist, inklusive Bismarck-Mineralwasser, die Sorte mit wenig Kohlensäure. Das allerdings ist kaum ein Grund dafür, dass das Buch völlig zu Unrecht so wenig Aufsehen erregt hat. Alle, die berlinbegeistert sind, Interesse an der deutschen Literatur haben und auf die Übersetzung ins Italienische angewiesen sind, sollten sich diesen wunderbaren Band ins Regal stellen. Und lesen!

Quando nella Berlino degli anni Novanta dappertutto si progettava, demoliva e ricostruiva, la skyline della città era ancora rappresentata solo da un mare di gru e l’unica dimensione percepibile era il mutamento delle cose, il regista Hubertus Siegert girava le riprese del suo film Berlin Babylon. Nella Potsdamer Platz e un po’ dovunque intervistava politici, architetti e berlinesi mostrando una città senza pace e allo stesso tempo malinconica nel momento della sua svolta, quel momento in cui tutto sembra possibile. E come colonna sonora: il gruppo berlinese Einstürzenden Neubauten.

«Berlino ha il sapore del futuro ed è per questo che si accetta lo sporco e il freddo» (Carl Zuckmeier). Fu solo quando la città si ritrovò riunificata, dopo la lunga divisione, che questa affermazione si rivelò un ritratto preciso e rispondente della città che cambia. Un ritratto in cui la città ancora oggi si riconosce e a cui è rimasta fedele.

La città è in movimento, è sempre un enorme cantiere ed è tuttora sporca. Eppure in nessun altra parte della Germania, sfogliando le riviste locali, si possono ricevere tanti stimoli culturali come qui o trovare cosi tanti caffè, teatri, gallerie, conferenze, party, tanta vita come a Berlino. Ciò attira in primo luogo i creativi che, come in nessun altro posto, promuovono iniziative, inaugurazioni e raccolgono idee e visioni per nuove attività, tutto ciò a dispetto dell’alto numero di disoccupati.

In ogni modo Berlino è di nuovo al centro della vita sia politica che intellettuale e per questo vi si incontrano anche i giovani letterati tedeschi che scrivono della loro città, si incontrano al caffè Burger e suscitano interesse anche al premio letterario Klagenfurt. Le giovani case editrici si stanno trasferendo nella capitale dove sotto molti punti di vista il palcoscenico letterario berlinese è diventato quello del paese.

Anche un’antologia di racconti e testi dei giovani autori tedeschi si intitola Berlin Babylon, la cui traduzione italiana è stata curata l’anno scorso da Mondadori. Notevole è la selezione dei testi, vi si annoverano Tanja Dückers e Julia Frank, Jakob Hein e Falko Hennig, Judith Herman e Wladimir Kaminer, Karsten Krampitz e André Kubiczek, Sven Lager e Tilmann Rammstedt, Malin Schwerdtfeger e Tobias Herre (detto Tube), David Wagner, Maike Wetzel e Feridun Zaimoglu.

Sono state scelte opere di scrittori berlinesi e che riguardano Berlino, testi che restituiscono nel loro complesso non solo la dimensione di Berlino come cantiere, bensì mettono contemporaneamente in evidenza lo spirito del tempo tedesco offrendo per giunta una stupefacente e panoramica complessiva sulla giovane letteratura tedesca. Si può trovare così il racconto Casa estiva, più tardi di Judith Hermann accanto a testi di Wladimir Kaminer, il racconto di Julia Frank Maschile e femminile, e passi estratti dal libro Junge Talente di André Kubiczek, sull’adolescenza a Berlino. Un’accurata e molto apprezzabile selezione, dunque, che mette in evidenza la competenza di Laura Scuriatti che ne è stata la curatrice.

Solo sulla copertina va rilevato un errore della casa editrice: nella foto si vedono dei tipici mattoni cotti, che con Berlino hanno poco a che fare, e una cassetta d’acqua minerale con bottiglie verdi e tappi rossi. Ma questo è un terrazzo di Amburgo, inclusa la locale acqua Bismarck, quella leggermente frizzante! Ad ogni buon conto, questa non può essere certo la spiegazione della poca attenzione che ha ingiustamente suscitato l’antologia. Tutti i patiti di Berlino, chi coltiva interesse per la letteratura tedesca e coloro che hanno spesso a che fare con traduzioni in italiano dovrebbero avere sui propri scaffali questo meraviglioso volume. E naturalmente anche leggerlo.