Bergamo Film Meeting 2005
Impressioni su uno dei più significativi festival italiani di
cinema
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di Lorenzo Termite |
Deutsch von Gabriele Pommerenke |
| Grazie
ai voli a basso costo con destinazione Bergamo, oggi è possibile saltare
su un aereo, atterrare quasi direttamente in una sala cinematografica della
città e godersi il Bergamo Film Meeting, uno dei più noti festival
italiani che ha luogo ogni anno in primavera e che nel 2005 si è svolto
dal 5 al 13 marzo. Questanno, però, si è rischiato di
fare un viaggio a vuoto dato che la diminuzione di fondi pubblici dedicati
alla promozione delle attività culturali, nonché le
difficoltà nel reperire sponsorizzazioni alternative, hanno messo
in dubbio fino allultimo la manifestazione. Per fortuna, alla fine,
come già altre volte nel passato, il festival ha superato tutti gli
ostacoli grazie alla tenacia, limpegno e la motivazione degli
organizzatori, un cocktail che riesce sempre a creare manifestazioni vive
e intense.
Questanno a Bergamo è stato proposto e riproposto molto. Una retrospettiva molto importante è stata dedicata ai demoni di Augustì Villaronga e al suo modo di rappresentare il male oscuro delluomo, primitivo e feroce. I film del regista spagnolo appaiono molto raramente anche ai festival cinematografici perché fin dalle sue prime opere è stato eretto intorno a lui un muro di ostracismo e rifiuto. Il suo messaggio è troppo dirompente e diretto. Nei suoi film Augustì Villaronga non raggiunge una definizione del male assoluto, del resto difficile come trovare una spiegazione allesistenza, ma trasmette delle inquietudini profonde attraverso i suoi bambini, a volte angeli a volte demoni, e attraverso gli adulti che nei suoi film hanno già subìto la loro metamorfosi irrevocabile. Non cè comunque compiacimento nel descrivere lorrore, che egli trasmette in una forma e con una forza nuova, assoluta e pura dandogli per questo forse una forma paradossalmente nobile. Non ci sono più innocenti, ad eccezione forse della donna protetta dalla sua aurea creatrice. Se alla miscela vi si aggiunge un po di Lubitsch, a cui era dedicato un omaggio con alcuni dei suoi film più noti, ecco che latmosfera diventa surreale, il pubblico è immediatamente coinvolto, i crampi si allentano e si risale velocemente in superficie, dove cè il sole e ci si dimentica presto degli abissi spaventosi di Villaronga. Una magia ineguagliata, quella di Lubitsch, che ha dato vita alla grande macchina della commedia americana. I suoi eredi non furono quasi mai capaci però di ricreare quelle atmosfere cariche della preziosa ironia, raffinate ed eleganti che il grande maestro aveva portato con sé dallEuropa di inizio Novecento sempre più divisa e già tentata dagli estremismi. Per restituirci una dimensione riconoscibile e interrompere il processo di dissociazione dalla realtà, invece, Peckinpah fa fuoco su di noi con tutte le sue Colt. I colpi non sono a salve ed è una strage: muore il buono, muore il cattivo e crepano tutti quelli che devono, a ribadire che la morte ci unisce tutti, con levidente monito che giustizia cè o ci sarà, e che la vita è lì solo per metterci alla prova. Lideale romantico, che è alla base del film western, rinasce però sempre e qualche volta proprio attraverso quei bambini invece tanto sospettati da Augustì Villaronga, come in Pat Garret e Billy the Kid. Per inciso, Peckinpah è considerato con merito il più grande regista western perché in un duello con Sergio Leone ha in più dalla sua parte la crudeltà e la spietatezza del vero pistolero. Si potrebbe anche parlare a lungo di altre rassegne, come quelle dedicate a Michael Powell, per il centenario della sua nascita, e al film di animazione degli anni Sessanta, ma non possiamo dimenticare i bei film in concorso e in particolare quello che ha conquistato la Rosa camuna: Lestate di mio fratello, opera prima di Pietro Reggiani che racconta linfanzia di sogni ad occhi aperti di un figlio unico e di come il suo mondo di certezze si deve improvvisamente confrontare con larrivo di un fratellino. La sensibilità e la semplicità con cui viene raccontata la storia sono straordinarie soprattutto perché finalmente si tratta di un bambino normale e non del consueto mostro con coscienza e capacità di giudizio ipertrofica, quello per intendersi che finisce per mettere alla gogna i soliti genitori deboli e incapaci. È stato un dispiacere ripartire e sarà una gioia ritornare lanno prossimo a Bergamo. Il seme della rosa è stato piantato, vederla sbocciare di nuovo sarà il trionfo contro la cementificazione imposta dai risanamenti dei bilanci. State in guardia, di questo fiore non si può fare assolutamente a meno!
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DDie
preiswerten Flüge nach Bergamo ermöglichen es heutzutage, in
Norddeutschland ein Flugzeug zu besteigen und nahezu direkt in einem
norditalienischen Kino zu landen, um am Bergamo Film Meeting teilzunehmen.
Dieses Festival gehört zu den bedeutendsten Filmfestspielen Italiens
und findet alljährlich im Frühjahr statt, in diesem Jahr vom 5.
bis zum 13. März. Die diesjährige Reise wäre allerdings beinahe
ins Wasser gefallen, denn die Kürzung der öffentlichen Mittel zur
Förderung kultureller Aktivitäten und die Schwierigkeiten auf der
Suche nach entsprechenden anderen Sponsoren haben die Durchführung der
Filmfestspiele bis zum letzten Augenblick in Frage gestellt. Die Mischung
aus Beharrlichkeit, Engagement und Motivation, die allen lebhaften und intensiven
Veranstaltungen zugrunde liegt, zeichnete glücklicherweise auch die
Organisatoren des Festivals von Bergamo aus und ermöglichte
schließlich die Überwindung aller Schwierigkeiten.
Die Edition 2005 des Festivals bot dem Publikum viel Neues, aber auch etliche Wiederaufnahmen. Eine wichtige Retrospektive widmete sich den Dämonen des Augustì Villaronga, seiner Darstellung des im Menschen verborgenen ursprünglichen und unkontrollierten Bösen. Die Filme dieses spanischen Regisseurs sind selten auf Filmfestivals zu sehen, da von Anfang an eine Mauer aus Ächtung und Ablehnung um ihn aufgebaut wurde. Seine Botschaft ist wohl zu brisant und zu direkt. In seinen Filmen versucht Augustì Villaronga keine Definition des Bösen schlechthin, die übrigens ebenso schwierig erscheint wie eine Erklärung der menschlichen Existenz überhaupt. Die Kinder, die in seinen Werken teils als Engel und teils als Dämonen dargestellt sind, und die Erwachsenen, die immer einer unumkehrbaren Metamorphose unterliegen, rufen tiefe Verunsicherung hervor. Jedoch nicht aus reiner Selbstgefälligkeit beschreibt Villaronga das Grauen, dem er paradoxerweise einen edlen Anstrich verleiht, indem er es mit einer neuen, reinen, ja absoluten Ausdruckskraft darstellt. Abgesehen vielleicht von den Frauenfiguren, die durch ihre lebensschenkende Kraft geschützt werden, gibt es keine Unschuldigen mehr. Wenn auch noch ein Regisseur wie Lubitsch auf dem Programm steht, der hier mit der Wiederaufführung einiger seiner bekanntesten Filme geehrt wurde, entsteht tatsächlich eine surreale Atmosphäre, das Publikum wird sofort mitgerissen, jegliches Bauchweh lässt nach, der Zuschauer taucht schnell wieder an der Oberfläche auf, wo die Sonne scheint und die erschreckenden Abgründe eines Villaronga in Vergessenheit geraten. Von Lubitsch geht ein einzigartiger Zauber aus. Er rief die große amerikanische Komödie ins Leben, deren Erben es jedoch nie gelungen ist, die exquisite und elegante Atmosphäre preziöser Ironie wieder zu erschaffen, die der große Meister aus Europa mitgebracht hatte, dem Europa, das sich zu Beginn des Zwanzigsten Jahrhunderts immer gespaltener und bereits von Extremismus bedroht zeigte. Mit dem Ziel, uns in eine bekanntere Welt zurückzuführen und die Trennung von der Wirklichkeit zu unterbrechen, schießt hingegen plötzlich Peckinpah aus allen seinen Colts auf uns. Die Schüsse gehen nicht ins Leere, also entsteht ein wahres Blutbad: der Gute beißt ins Gras, auch der Böse segnet das Zeitliche, es krepieren alle, die krepieren sollen. So wird deutlich, dass der Tod uns alle vereint und wir werden daran erinnert, dass es Gerechtigkeit gibt oder geben wird, und dass der Sinn des Lebens darin besteht, uns alle auf die Probe zu stellen. Das romantische Ideal, auf dem alle Western beruhen, lebt jedoch immer wieder auf, manchmal genau durch die Kinder, denen Augustì Villaronga so sehr misstraut. Als Beispiel sei hier Pat Garret and Billy the Kid genannt. Peckinpah wird zu Recht als bedeutendster Westernregisseur betrachtet, denn in einem Duell mit Sergio Leone sprächen die Grausamkeit und Erbarmungslosigkeit des wahren Revolverhelden für ihn. Es gab durchaus noch andere Filmreihen, von denen zu berichten lohnenswert wäre. Sie widmeten sich beispielsweise Michael Powell, anlässlich seines 100. Geburtstages, und dem Zeichentrickfilm der Sechziger Jahre. Aber auch die interessanten Filme des Wettbewerbs und insbesondere der Film, dem die Rosa camuna [Publikumspreis des Festivals, benannt nach einer Blume, die im Camonica-Tal nicht weit von Bergamo wächst und auch im Wappen der Lombardei erscheint, A.d.Ü.] verliehen wurde, verdienen Beachtung. Lestate di mio fratello, das Erstlingswerk von Pietro Reggiani, erzählt von der realen und imaginären Welt eines Einzelkindes und davon, wie die Geburt eines kleinen Bruders sein bisheriges Universum, das ihm so sicher erschien, plötzlich verändert. Die Feinfühligkeit und die Einfachheit, mit der diese Handlung erzählt wird, sind einzigartig, vor allem weil es sich hier endlich einmal um ein normales Kind handelt und nicht um das übliche Monster mit übermäßig stark ausgeprägtem Gewissen und ebensolcher Urteilskraft, das seine selbstverständlich schwachen und unfähigen Eltern an den Pranger stellt. Es schmerzte, abzureisen und es wird eine große Freude sein, im nächsten Jahr nach Bergamo zurückzukehren. Der Same der Rose wurde gesetzt und sie erneut aufblühen zu sehen, wird ein Triumph über den Stillstand sein, den die Sanierung der Finanzen überall nach sich zieht. Seid auf der Hut! Diese Blume wird euch immer wieder magisch anziehen!
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