Omaggio ad Aldo Carotenuto

Il 14 febbraio 2005 è scomparso "lo psicologo dell'amore"

 
di Pasquale Petti
Übersetzungen  von Melly Lill & Barbara Muraca

Ho conosciuto Aldo Carotenuto a Roma, in casa dei Feltrinelli. Una donna con dei pantaloni rossi attirò la mia attenzione. Mi sembrò la donna che avevo incontrato qualche anno prima a Parigi, al Museo d’Arte Moderna. Mi avvicinai e la riconobbi. Era proprio lei, l’Odalisca coi calzoni rossi dipinta da Matisse nel 1922. E stava lì, adagiata su di uno scaffale, a fare da copertina di un tascabile dal titolo Eros e Pathos, un saggio che Carotenuto aveva scritto nel 1987. Aprii una pagina a caso e lessi i versi di Cardarelli «... amore, amore / come sempre / vorrei coprirti di fiori / e d’insulti», versi che Carotenuto commentava così: «... come sempre, avviandomi con te per questa strada, vedo camminare sui nostri passi, tenendosi per mano come noi due, la Gioia e il Dolore». Amore e sofferenza diventano due dimensioni inseparabili dell’esperienza amorosa, anche perché, come Carotenuto ci fa capire, ogni incontro d’amore è l’incontro di due patologie. Con Eros e Pathos. Margini dell’amore e della sofferenza (Milano, Bompiani 1987) cominciò la mia amicizia con lui, un’amicizia che si consolidò con Amare e tradire. Quasi un’apologia del tradimento (Milano, Bompiani 1991), L’integrazione della personalità (Milano, Bompiani 1992), Riti e miti della seduzione (Milano, Bompiani 1994), Le rose nella mangiatoia. Metamorfosi e individuazione nell’Asino d’oro (Milano, Cortina 1990), L’anima delle donne. Per una lettura psicologica al femminile (Milano, Bompiani 2001), Il tempo delle emozioni (Milano, Bompiani 2003) e altri saggi.

Carotenuto nasce a Napoli nel 1933. Perde il padre a 11 anni e due anni dopo contrae una grave malattia cardiaca. Studia a Roma, a Torino e negli Stati Uniti dove inizia l’analisi personale con Ernst Whitmont. Analisi che conclude a Roma con Ernst Bernhard, considerato il pioniere dell’analisi junghiana in Italia. Fonda la Rivista di psicologia analitica contribuendo a diffondere in Italia le idee di Jung, Neuman, von Franz e Hillman. Esercita a Roma e a Napoli la professione di psicoanalista. Insegna Psicologia della personalità all’Università di Roma “La Sapienza”. Lo rende famoso il saggio Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Jung e Freud (Roma, Astrolabio, 1980), legato alla scoperta dei diari e delle lettere di Sabina Spielrein, paziente e allieva di Jung, a Freud e Jung. Lo psicologo dell’amore muore il 14 febbraio del 2005, il giorno di San Valentino, per una patologia del “cuore”. Nello stesso giorno viene pubblicato il suo ultimo testo, nella Rubrica “Eros e Pathos” che da anni Carotenuto curava per l’edizione del lunedì del quotidiano Il Mattino di Napoli. Eros e Pathos: un testo che va “tenuto caro”.

Ich begegnete Aldo Carotenuto in Rom, im Hause Feltrinelli. Eine Frau in roten Hosen fiel mir auf. Es schien dieselbe Frau zu sein, die ich einige Jahre zuvor in Paris gesehen hatte, im Museum der Modernen Kunst. Ich näherte mich ihr und erkannte sie. Sie war es wirklich, die Odaliske in roten Hosen, 1922 von Matisse gemalt. Und dort lag sie auf einem Bord des Bücherregals als Titelbild von Carotenutos Werk Eros e Pathos aus dem Jahr 1987. Ich öffnete das Buch an einer beliebigen Stelle und las die Verse von Cardarelli: »... amore, amore / come sempre / vorrei coprirti di fiori / e d’insulti« (meine Liebe, meine Liebe / wie immer / möchte ich dich mit Blumen bedecken / und mit Flüchen), Verse, die Carotenuto so kommentierte: »... Wie immer, wenn ich mich mit dir auf den Weg mache, sehe ich auf unseren Schritten die Freude und den Schmerz, die sich wie wir an den Händen halten«. Liebe und Leid werden so zu zwei unzertrennlichen Dimensionen der Liebeserfahrung, auch weil, wie Carotenuto erklärt, jede Begegnung der Liebe die Begegnung zweier Pathologien ist. Mit Eros e Pathos. Margini dell’amore e della sofferenza (Milano, Bompiani 1987) begann unsere Freundschaft, eine Freundschaft, die sich mit Amare e tradire. Quasi un’apologia del tradimento (Milano, Bompiani 1991), L’integrazione della personalità (Milano, Bompiani 1992), Riti e miti della seduzione (Milano, Bompiani 1994), Le rose nella mangiatoia. Metamorfosi e individuazione nell’Asino d’oro (Milano, Cortina 1990), L’anima delle donne. Per una lettura psicologica al femminile (Milano, Bompiani 2001), Il tempo delle emozioni (Milano, Bompiani 2003) und anderen Büchern noch vertiefte.

Carotenuto wird 1933 in Neapel geboren. Mit elf Jahren verliert er seinen Vater, und zwei Jahre später erleidet er eine schwere Herzkrankheit. Er studiert in Rom, Turin und den USA, wo er bei Ernst Whitmont eine Persönlichkeitsanalyse beginnt. Die Analyse schließt er in Rom bei Ernst Bernhard ab, der als Pionier der Jungschen Psychoanalyse in Italien gilt. Er gründet die Zeitschrift Rivista di psicologia analitica, mit der er zur Verbreitung der Ideen Jungs, Neumans, von Franz’ und Hillmans beiträgt. In Rom und Neapel ist er als Psychoanalytiker tätig. Er lehrt Psychologie der Persönlichkeit an der Universität „La Sapienza“ in Rom. Berühmt wird er durch das Buch Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Jung e Freud (Roma, Astrolabio, 1980) [Tagebuch einer heimlichen Symmetrie, Sabina Spielrein zwischen Jung und Freud (Freiburg, Kore Edition, 1986)] im Zusammenhang mit der Entdeckung der Tagebücher und Briefe Sabina Spielreins, einer Patientin und Schülerin Jungs, an Freud und Jung. Der Liebespsychologe stirbt am Valentinstag (14. Februar) des Jahres 2005 an einer Herz(!)-Krankheit. Am selben Tag wird sein letzter Text veröffentlicht, in der Rubrik Eros e Pathos, die Carotenuto seit Jahren für die Montagsausgabe der Tageszeitung Il Mattino von Neapel schrieb. Eros e Pathos: ein Text, der seinen Lesern ans Herz wächst.

Estratti da                  --                   Auszuge aus

Eros e Pathos

von/di Aldo Carotenuto

Solo l’autoaccettazione può condurre verso l’indipendenza, consentendo la relazione. E questo sembra l’unico modo per “salvarsi la vita”.

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La vulnerabilità a cui l’amore ci espone, e l’importanza centrale che l’altro viene ad assumere nella nostra vita, ci gettano in uno stato di bisogno.

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Una forma diventa bella perché è significativa per un soggetto, e lo è in quanto, coincidendo con il suo desiderio inconscio, riesce a rappresentarlo e anche a evocarlo.

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Nessuno può amare pensando che quell’amore finisca, nessuno può amare pensando di morire o che quella esperienza sia limitata nel tempo. Ecco perché è profondamente giustificata, allorché quel rapporto si spezza, la nostalgia, la sofferenza per qualcosa che è andato davvero perduto, in quanto nessun nuovo incontro potrà ridare vita a quella realtà.

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I poeti sono gli unici esseri umani che abbiano trovato nella parola una modalità espressiva in grado di cogliere l’essenza dei sentimenti, perché la poesia è fatta di metafore e allusioni, di simboli e di rimandi.

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C’è una differenza fondamentale fra il maschile e il femminile: quest’ultimo celebra la sua incredibile profondità di vita attraverso la presenza della tenerezza. Solo il “femminile” (nella donna come nell’uomo) riesce a far questo.

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Ciò che è ignoto in genere provoca paura. Vorrei sottolineare come questa e la dimensione amorosa vadano sempre insieme; un segnale del nostro essere innamorati è la sensazione di paura che abbiamo di fronte all’amore e se non proviamo anche angoscia per quello che sta succedendo probabilmente noi non amiamo.

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In fondo bisogna essere soli, bisogna sentire la propria solitudine per poter capire che cosa significhi la presenza dell’altro.

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L’equivoco nel quale noi purtroppo cadiamo è pensare che nel rapporto amoroso dobbiamo escludere con tutte le nostre forze il conflitto, la sofferenza, il dolore e la lacerazione. Questo è utopistico perché se siamo noi stessi portatori di un dissidio strutturale, se siamo noi stessi portatori di vita e di morte, non c’è unione dove questa dicotomia, questa antitesi non emerga. L’enorme sofferenza che può derivare da un legame è un fatto intrinseco; non possiamo rifiutare una relazione perché ci arreca dolore.

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Il tradimento è un passaggio inevitabile nella storia di due persone che si amano: è un momento di apertura verso l’esterno e verso l’interno, un momento di riconquista della propria identità.

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Solo le persone “forti” sanno fronteggiare la sconfitta; ma il termine “forte” non deve essere inteso nell’accezione comune, esso si riferisce invece al coraggio di sperimentarsi.

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Coloro che hanno esperienze di fallimento sono più “forti” per il fatto stesso di aver sentito il bisogno di oltrepassare quel confine che delimitava la “zona di sicurezza”.

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La bellezza di una giornata non è data soltanto dalle condizioni climatiche o dalle caratteristiche del paesaggio, ma è determinata dalla nostra disposizione interiore più o meno intensa a percepire questa bellezza.

 

Nur Selbstakzeptanz kann zur Unabhängigkeit führen und somit die Beziehung ermöglichen. Dies scheint der einzige Weg zu sein, „das eigene Leben zu retten“.

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Die Verletzlichkeit, der uns die Liebe aussetzt sowie auch die zentrale Bedeutung, die der Andere in unserem Leben nach und nach gewinnt, werfen uns in einen Zustand der Bedürfigkeit nieder.

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Eine Gestalt wird erst dann schön, wenn sie für ein Subjekt von Bedeutung ist; da sie sich an sein unbewusstes Verlangen angleicht, kann sie dieses repräsentieren und wachrufen.

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Keiner kann mit der Vorstellung lieben, dass diese Liebe enden wird. Keiner kann lieben und an Sterben denken. Keiner kann lieben und denken, dass dieses Erlebnis einer zeitlichen Einschränkung unterworfen sei. Wenn eine Beziehung endet, sind deshalb Sehnsucht und Leiden absolut gerechtfertigt, denn sie trauern um etwas, das wirklich verloren gegangen ist, da keine neue Begegnung diese Erfahrung jemals wieder beleben kann.

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Dichter sind die einzigen Menschen, die im Wort eine Ausdrucksmöglichkeit gefunden haben, die das Wesen der Gefühle erfassen kann, da Poesie aus Metaphern, Andeutungen, Symbolen und Verweisen besteht.

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Zwischen Männlichem und Weiblichem besteht ein grundsätzlicher Unterschied: das Weibliche feiert seine unglaubliche Lebenstiefe durch die Präsenz der Zärtlichkeit. Das „Weibliche“ alleine (in der Frau genauso wie im Mann) kann das vollbringen.

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Das Unbekannte verursacht generell Furcht. Dabei möchte ich betonen, dass Furcht immer mit der Liebe einhergeht; Ein Zeichen dafür, dass wir verliebt sind, ist, dass wir ein Angstgefühl vor der Liebe erleben. Wenn wir nicht zugleich auch Angst für das, was gerade geschieht, verspüren, lieben wir wahrscheinlich gar nicht.

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Im Grunde muss man allein sein, man muss die eigene Einsamkeit spüren, um die Bedeutung der Anwesenheit des Anderen zu verstehen.

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Wir neigen leider dazu, in das Missverständnis zu fallen, dass wir in einer Liebesbeziehung Konflikt, Leiden, Schmerzen oder Qual mit unserer ganzen Kraft vermeiden müssen. Es handelt sich um eine utopische Vorstellung, denn, da wir selbst Träger eines strukturellen Zwiespaltes sind, da wir selber Träger von Leben und Tod sind, kann es keine Verbindung geben, in der diese Dichotomie, dieser Gegensatz nicht zum Vorschein kommt. Das unerträgliche Leiden, das uns eine Beziehung bereitet, ist etwas Intrinsisches: wir können nicht einfach auf eine Beziehung verzichten, weil diese uns Schmerz verursacht.

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Im Leben zweier Menschen, die sich lieben, ist Treuebruch eine notwendige Station: als solcher ist der Treuebruch eine Zeit, in der man sich nach außen und nach innen öffnet, er ist die Zeit, in der die eigene Identität zurückgewonnen wird.

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Nur „starke“ Menschen können sich der Niederlage stellen; jedoch soll das Wort „stark“ hier nicht im allgemeingültigen Sinn verstanden werden, denn es bezieht sich vielmehr auf den Mut, sich selbst zu erproben.

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Diejenigen, die Misserfolge erlebt haben, sind insofern „stärker“, weil sie das Bedürfnis verspürt haben, jene Grenze zu überschreiten, die das so genannte „Sicherheitsgebiet“ umkreiste.

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Inwiefern ein Tag schön ist, ist nicht bloß das Ergebnis von Wetterbedingungen oder Landschaftsmerkmalen, sondern es ist vielmehr etwas, das durch unsere mehr oder weniger intensive innere Einstellung, diese Schönheit wahrzunehmen, bestimmt ist.