Nuovo cinema italiano d'autore Lust auf italienische Autorenfilme?! |
von Gabriele Pommerenke |
Italiano di Claudio Paroli |
| Das
italienische Autorenkino erweist sich seit einigen Jahren als beneidens-
und bewundernswert lebendig. Es erobert bedeutende Preise auf den
einschlägigen Filmfestivals, wird in den Massenmedien lobend rezensiert
und in privaten Cineastenzirkeln begeistert diskutiert.
In Deutschland lebende Liebhaber des neuen italienischen Autorenfilmes haben allerdings allen Grund, die Entwicklung auf dem italienischen Markt mit einem lachenden und einem weinenden Auge zu beobachten. Einerseits sind die zeitgenössischen italienischen Autorenfilmer kreativ und produktiv wie schon lange nicht mehr, andererseits finden nur die wenigsten ihrer Werke einen deutschen Verleiher und erfahren demzufolge hierzulande geringe Aufmerksamkeit. Zu den wenigen Filmen, auf die das Gegenteil zutrifft, gehörten in letzter Zeit Silvio Soldinis Pane e Tulipani (Brot und Tulpen), der einen außerordentlichen Erfolg erzielen konnte, sowie die weniger beachteten Filme Fuori dal Mondo (Nicht von dieser Welt) von Giuseppe Piccioni, Nanni Morettis La stanza del figlio (Das Zimmer meines Sohnes), Ferzan Ozpetecs Le fate ignoranti (Die Ahnungslosen) und Emanuele Crialeses Respiro, der in Deutschland unter dem Titel Lampedusa herauskam. Dem erst seit Ende August 2003 in deutschen Sälen zu sehenden Film I cento passi (Hundert Schritte) schließlich sei eine breitere Rezeption gewünscht. Darüber hinaus bieten hier in Hamburg das Cineforum italiano von CONTRASTO und das Festival Italia! Cinema! in den zeise kinos dem interessierten Kinobesucher eine Auswahl entsprechender Filme in Originalversion; meist handelt es sich hierbei aber leider nur um Werke, die in Italien nicht mehr top-aktuell sind, da die allerneuesten Filme naturgemäß noch nicht den Weg zu uns ins Ausland finden. Im Folgenden soll nun die Rede sein von den neuesten Werken der Renaissance des italienischen Autorenfilmes, auf die wir wohl noch mit viel Geduld warten müssen, aber auch mit großer Vorfreude warten können. Sie werden uns nicht zuletzt eine Wiederbegegnung mit einigen der bevorzugten Protagonisten der Autorenfilmer (wie z.B. Stefano Accorsi, Margherita Buy, Sergio Castellitto, Sandra Ceccarelli, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Gifuni, Giovanna Mezzogiorno, Silvio Orlando oder Sergio Rubini) ermöglichen, deren hervorragenden schauspielerischen Leistungen diese Regisseure auch einen Teil ihres Erfolges und ihrer Anerkennung verdanken. Aufgrund der erfolgreichen Vorgaben von Ozpetec und Muccino wurden die neuesten Werke dieser beiden jungen Regisseure mit großem Interesse erwartet. Mit La finestra di fronte und Ricordati di me enttäuschten sie ihr offensichtlich sehr unterschiedliches Publikum nicht. Ähnlich wie DAlatri in Casomai präsentiert Ozpetec die Situation eines jungen (Eltern)Paares, wobei auch er die Perspektive der frustrierten jungen Ehefrau und Mutter besonders einfühlsam in den Mittelpunkt stellt. Allerdings öffnet La finestra di fronte weitere Perspektiven, da Ozpetec einige der in seinen bisherigen Filmen bevorzugten Themen (wie z.B. die multikulturelle Gesellschaft, Homosexualität, Liebe im Alltagsleben) wieder aufnimmt und geschickt in den Film einbringt. Auch Ricordati di me setzt sich wie bereits schon Cristina Comencinis Il più bel giorno della mia vita oder Morettis La stanza del figlio mit dem Mikrokosmos Familie auseinander. Anders als in Casomai oder La finestra di fronte sind bei Muccino die Nachkommen schon fast erwachsen, leben aber noch im Elternhaus. In der im Mittelpunkt stehenden vierköpfigen Familie findet keine Kommunikation statt. Die dargestellten Personen und auch der Film selbst erweisen sich als charakteristische Produkte der Ära Berlusconi. Ozpetec und Muccino werden wie auch hier oft gemeinsam zitiert. Allerdings sind hierfür eher willkürliche äußere Faktoren (wie z. B. zeitgleiches Erscheinen oder jeweils die gleiche Anzahl der bislang gedrehten Filme) verantwortlich, denn Muccinos Arbeiten legen größeres Gewicht auf Elemente wie Technik und Form, sind insgesamt gefälliger, eher dem Mainstream zuzuordnen, also kommerzieller und lassen in vielen Passagen Ozpetecs Sensibilität und Aussagekraft vermissen. Selbstverständlich gehören auch Filme, die thematisch weit über die private Sphäre hinausgehen, zum Repertoire des neuen italienischen Autorenkinos. Mit La meglio gioventù (dieser Titel beinhaltet eine Hommage an Pasolini, indem er einen seiner Gedichtbände zitiert) drehte Marco Tullio Giordana einen sechsstündigen Film, der nicht nur aufgrund seiner Genese und ursprünglichen Konzeption für das Fernsehen an Edgar Reitz Heimat-Epos erinnert. La meglio gioventù schildert das Leben einer italienischen Familie von den späten 60er Jahren bis in die Gegenwart vor dem Hintergrund der Ereignisse, die die italienische Geschichte dieser Epoche maßgeblich prägten. Giordana blieb auch hier der in vielen seiner bisherigen Arbeiten so wie auch in seinem vorletzten Film I cento passi in überzeugender Weise ausgeführten politisch-zeitgeschichtlichen Thematik treu, ohne dabei die Beziehungen zwischen den Individuen zu vernachlässigen. Diese letzte Feststellung trifft auch auf I sognatori, das neueste Projekt des Altmeisters Bernardo Bertolucci zu. Es erzählt den Weg der Selbstfindung dreier junger Menschen, eines Franzosen, seiner Schwester und eines gemeinsamen Freundes, vor dem Hintergrund der Événements (des Pariser Mai 68). Ihr Traum von einer anderen Welt reflektiert überzeugend den Geist und die Faszination dieser Epoche. Zusammenfassend bleibt festzuhalten, dass das neue italienische Kino große Lebendigkeit und ein breites Themenspektrum aufzuweisen hat und uns zweifellos auch in nächster Zeit überraschen und faszinieren wird. In den weiteren Ausgaben von CONTRASTO werden wir versuchen, die Liebhaber des italienischen Autorenfilmes soweit der nur begrenzte Platz uns dieses erlaubt weiterhin zu diesem Thema auf dem Laufenden zu halten.
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Negli
ultimi anni il cinema italiano dautore si sta rivelando vitale e suscita
ammirazione e invidia. Nei festival più significativi vince premi
importanti, i mass media ne parlano entusiasticamente e i cinefili ne discutono
con passione.
Gli amanti del nuovo cinema italiano dautore residenti in Germania hanno però tutte le ragioni per considerare gli sviluppi del mercato cinematografico italiano non solo con soddisfazione, ma anche con preoccupazione. Da una parte gli autori italiani contemporanei sono più che mai creativi e produttivi, dallaltra solo pochissimi dei loro film trovano un distributore tedesco e riscuotono così poca eco nel paese. Tra le poche eccezioni si annoverano Pane e Tulipani di Silvio Soldini, che ha riscosso per giunta un notevole successo, e film passati invece piuttosto in sordina come Fuori dal mondo di Giuseppe Piccioni, La stanza del figlio di Nanni Moretti, Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetec e Respiro di Emanuele Crialese, uscito in Germania con il titolo Lampedusa. Non ci resta che augurare ampi consensi a I cento passi, giunto nelle sale tedesche solo alla fine di agosto. Qui ad Amburgo, oltre a quelli proiettati nelle sale, gli appassionati di cinema italiano hanno a disposizione una scelta di film in versione originale nellambito del Cineforum italiano a cura di CONTRASTO e del Festival Italia! Cinema! che ha luogo negli zeise kinos; spesso si tratta però di produzioni non più attualissime in Italia poiché, comè naturale, i film più recenti non trovano immediatamente la via per lestero. Facciamo dunque una breve carrellata sulle ultime uscite, fra quelle che caratterizzano la rinascita del cinema italiano dautore, sapendo che dovremo attenderle con una certa pazienza ma anche con grande curiosità. Rivedremo infatti protagonisti come Stefano Accorsi, Margherita Buy, Sergio Castellitto, Sandra Ceccarelli, Luigi Lo Cascio, Fabrizio Gifuni, Giovanna Mezzogiorno, Silvio Orlando e Sergio Rubini: sono questi gli attori che i registi più impegnati prediligono al momento e che, grazie a eccellenti performance di recitazione, hanno contribuito sia al successo del film che alla fama dei cineasti. Per la risonanza che i registi Ozpetec e Muccino hanno avuto recentemente, i loro ultimi lavori erano attesi con particolare interesse. E da La finestra di fronte e Ricordati di me il loro pubblico, certamente assai diverso, non si può certo considerare deluso. Similmente a DAlatri in Casomai, Ozpetec presenta la quotidianità di una giovane coppia di genitori, focalizzando con particolare capacità di immedesimazione il punto di vista della giovane moglie e madre. Ma La finestra di fronte si concentra anche su altri punti di vista. Ozpetec riprende infatti alcuni suoi temi preferiti già trattati nei film precedenti, come la società multiculturale, lomosessualità, lamore nella vita quotidiana, inserendoli mirabilmente nel suo film. Anche Ricordati di me, come già Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini e La stanza del figlio di Moretti, si confronta con il microcosmo famigliare. Ma diversamente da Casomai e da La finestra di fronte i figli sono già quasi adulti, anche se vivono ancora in casa con i genitori. Nella famiglia di quattro persone su cui è incentrata la storia non vi è comunicazione. I personaggi rappresentati e anche il film nel suo insieme si rivelano un prodotto caratteristico dellera Berlusconi. I registi Ozpetec e Muccino vengono spesso citati insieme proprio come facciamo noi qui ma piuttosto per fattori esterni arbitrari (ad esempio lidentico numero di film girati finora o la loro uscita contemporanea), poiché le opere di Muccino danno maggior peso a elementi come la tecnica e la forma, sono in generale più compiacenti, non vanno controcorrente, sono in definitiva più commerciali e in molti passaggi mancano della sensibilità e della forza espressiva di Ozpetec. Nel repertorio del nuovo cinema italiano dautore, ovviamente, si annoverano anche film che tematicamente si spingono molto oltre la sfera personale. Con La meglio gioventù (un titolo in omaggio a una delle raccolte di poesie di Pasolini) Marco Tullio Giordana ha girato un film che ricorda lepopea Heimat di Edgar Reitz, e non solo per la sua genesi e perché concepito inizialmente per il piccolo schermo. Lautore descrive la vita di una famiglia italiana dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri, immersa negli avvenimenti che hanno avuto grande influsso sulla storia dItalia di questepoca. Anche in questultimo grande lavoro (sei ore di proiezione) Giordana resta fedele alle tematiche politico-storiche espresse in modo convincente nei suoi film precedenti, come nel penultimo I cento passi, senza peraltro trascurare i rapporti interpersonali. Lo stesso metro di giudizio vale anche per I sognatori, lultimo lavoro del vecchio maestro Bernardo Bertolucci, che racconta la via dellemancipazione di tre giovani un francese, sua sorella e il loro amico comune immersi negli avvenimenti del Maggio 68 parigino. Il loro sogno di un mondo diverso riflette in modo efficace lo spirito e il fascino di quellepoca. Riassumendo, non si può che sottolineare la grande vitalità e lampio spettro di tematiche del nuovo cinema italiano dautore, che saprà senza dubbio sorprenderci e affascinarci anche negli anni a venire. Nei prossimi numeri di CONTRASTO per quanto il poco spazio disponibile ce lo consente cercheremo di tenere al corrente gli appassionati sui suoi più recenti sviluppi. |