Neoavanguardia: il Gruppo 63
Eine Gruppe von Dichtern, Schriftstellern und Kritikern, die Einiges gemeinsam
hatten
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di Bruno Lunghi |
Deutsch von Christine Gräbe |
| La
parola avanguardia deriva dal gergo militare (avant-garde) ovvero
il drappello che viene mandato in avanscoperta, il gruppo di uomini armati
che battono le piste per primi, fungendo da battistrada rispetto al grosso
della truppa in posizione più arretrata. Agli inizi degli anni Sessanta,
in Italia, si ritornerà a parlare di avanguardia, anzi di neo-avanguardia
per contraddistinguerla dalle avanguardie storiche dellinizio del Novecento
(Futurismo).
Nellottobre del 1963 si tenne a Palermo il consueto festival di musica contemporanea Settimana Internazionale di Nuova Musica. Gli organizzatori pensarono di estendere linvito anche ad altri intellettuali ed artisti che si riunirono in un convegno parallelo allHotel Zagarella. Fu così che il Gruppo 63 ebbe modo di costituirsi. Umberto Eco aveva già pubblicato la sua Opera aperta (1962): «... unindagine di vari momenti in cui larte contemporanea si trova a fare i conti col disordine». Mentre Nanni Balestrini e Alfredo Giuliani erano stati i curatori dellantologia I Novissimi (1961), le due opere che vengono considerate come i portabandiera del movimento neo-avanguardista. Seguirà, nel 1963, Fratelli dItalia di Alberto Arbasino, il romanzo più significativo dellesperienza del Gruppo, ma soprattutto seguiranno arroventate polemiche: quella di Edoardo Sanguineti con Pier Paolo Pasolini o quella di Angelo Guglielmi con Italo Calvino, tanto per citarne solo due tra le più significative. Gli attacchi e le polemiche vertono sul senso di fare arte, sul ruolo degli intellettuali e degli artisti nel nuovo contesto della società dei consumi; su quale lingua, su quali linguaggi usare. Secondo gli avanguardisti, il cosiddetto establishment (Moravia, Vittorini, Bassani, Pasolini, Elsa Morante, Calvino) è in ritardo perché le loro opere non tengono conto delle trasformazioni che si sono verificate nel sociale (i nuovi linguaggi dei media, il giornalismo, la pubblicità, i gerghi professionali, le sollecitazioni provenienti dal campo scientifico ecc.). Lestablishment, cioè, è arroccato su posizioni ideologiche ed arretrate, ancora fortemente legate al dopoguerra e al Neorealismo. Per parte loro i neoavanguardisti si proclamano a-ideologici, a-storici, a-politici e propugnano la mescolanza degli stili, la rottura delle convenzioni culturali, lo scardinamento delle strutture sintattiche e delle dimensioni semantiche fino a giungere a sperimentare il non senso e limpossibilità di comunicare. Sul versante di coloro che sono stati chiamati in causa, si controbatte che ad essersi staccati dal reale sono proprio loro, gli avanguardisti, nella loro supponenza di essere tanto moderni e aggiornati. Teorie astratte e fumose, lo sperimentalismo fine a se stesso, il funambolismo verbale, non bastano per poter parlare di arte. Fare arte non significa solo sperimentare, immergersi nella realtà sempre più confusa e magmatica, nelle contraddizioni, ma significa anche e soprattutto ristabilire un minimo dordine, fornire un senso. Pasolini: «La loro furia iconoclasta ha fatto perdere troppo tempo a troppi giovani, hanno interrotto stupidamente, per puro snobismo, lo sviluppo di tutta una corrente della cultura italiana. Hanno fatto il vuoto gratuitamente, per pura isteria di superamento». Elsa Morante: «... bisogna infine ricordare lesistenza pullulante di cenacoli o scuole o gruppi vari, i quali però hanno tutti una qualità comune: che i loro prodotti letterari non si possono assolutamente leggere». Il Gruppo 63 continuerà a riunirsi, a dibattere e a polemizzare a Reggio Emilia nel 1964, di nuovo a Palermo nel 65, a La Spezia nel 66 e a Barcellona nel 67 finché, con la crescente politicizzazione della società italiana, le differenze di posizione e le fratture cominceranno a farsi sentire anche al suo interno. Il 1969 può essere considerato lanno di morte della spinta propulsiva del Gruppo 63 e del suo conseguente scioglimento. Cè chi ha visto negli attacchi dei componenti del Gruppo 63 agli intellettuali più prestigiosi e noti del periodo solo un modo per mettersi in mostra, per farsi pubblicità. Molto rumore per nulla? I neoavanguardisti come volgari arrampicatori sociali? Cavalieri inesistenti del caos e del disordine? Difficile dare una risposta univoca, certo è che liquidarli come semplici portavoci del Neocapitalismo appare riduttivo. Promettente la loro multiculturalità (le collaborazioni di Umberto Eco e di Edoardo Sanguineti con il musicista Luciano Berio, per esempio; o la trascrizione teatrale, sempre di Sanguineti, dellOrlando furioso per la regia di Luca Ronconi), e poi, forse, chissà, le poesie di Pasolini non sarebbero divenute, di lì a poco, così sperimentali ed informali e linteresse per i giochi di tipo combinatorio di Italo Calvino, la sua apertura alla semiotica e allo strutturalismo, forse non ci sarebbero stati o avrebbero assunto forme diverse senza le istanze e le provocazioni della Neoavanguardia. |
Das
Wort Avantgarde stammt aus dem militärischen Wortschatz
(avant-garde) und meint die Vorhut einer Armee, eine Gruppe von
bewaffneten Männern, die vorangehen und den Weg für den
größeren Teil der nachfolgenden Armee bereiten. Anfang der 60er
Jahre begann man in Italien erneut von Avantgarde zu sprechen, genauer gesagt
von Neoavantgarde, um sie von den historischen Avantgardebewegungen zu Beginn
des 20. Jahrhunderts (Futurismus) zu unterscheiden.
Im Oktober 1963 fand in Palermo wie üblich das Festival der zeitgenössischen Musik statt, die Settimana Internazionale di Nuova Musica (Internationale Woche der neuen Musik). Diesmal aber hatten die Organisatoren auch Intellektuelle und Künstler eingeladen, die zeitgleich bei einem Treffen im Hotel Zagarella zusammenfanden. Dort entstand die Gruppe 63. Umberto Eco hatte bereits Opera aperta (1962) veröffentlicht, »... eine Untersuchung der verschiedenen Aspekte, mittels derer die zeitgenössische Kunst mit der Unordnung abrechnet«, während Nanni Balestrini und Alfredo Giuliani die Anthologie I Novissimi (1961) herausgegeben hatten. Die beiden Werke werden als die wichtigsten Publikationen der Neoavantgarde-Bewegung angesehen. 1963 folgt mit den Fratelli dItalia von Alberto Arbasino der bedeutendste Roman, der innerhalb der Gruppe entstand, und es ergeben sich vor allem feurige Polemiken, etwa zwischen Edoardo Sanguineti und Pier Paolo Pasolini oder zwischen Angelo Guglielmi und Italo Calvino, um nur zwei der Bedeutendsten zu nennen. Die Angriffe und Polemiken kreisten um den Sinn von Kunst, die Rolle der Intellektuellen und der Künstler im neuen historischen Kontext der Konsumgesellschaft und darum, welche Sprache und welchen Stil man gebrauchen sollte. Den Avantgardisten zufolge war das so genannte Establishment (Moravia, Vittorini, Bassani, Pasolini, Elsa Morante, Calvino) unzeitgemäß, da in diesen Werken den sozialen Veränderungen (bezüglich der neuen Sprache der Medien, des Journalismus, der Werbung, der Fachausdrücke, der wissenschaftlichen Entwicklungen) kaum Rechnung getragen wurde. Diese Autoren hatten sich insofern auf ideologische und überholte Positionen zurückgezogen, die der Nachkriegszeit und dem Neorealismus eng verbunden waren. Die Neoavantgardisten hingegen verstanden sich als anti-ideologisch, ahistorisch und apolitisch und traten für die Mischung der Stile, den Bruch mit kulturellen Konventionen, die Auflösung der syntaktischen Strukturen und der semantischen Dimensionen ein, um schließlich auf experimentellem Weg den Umgang mit dem Nonsens und mit der Unmöglichkeit von Kommunikation zu erreichen. Von den anderen Autoren wurde ihnen vorgeworfen, das sich gerade die Avantgardisten in der Annahme, modern und zeitgemäß zu sein von der Realität entfernt hätten. Abstrakte und vage Theorien, das Experimentelle nur um des Experimentellen willens und verbale Seiltänzerei reichten nicht aus, um von Kunst zu sprechen. Kunst machen bedeute nicht nur zu experimentieren und in die immer verwirrendere und magmatischere Realität und ihre Widersprüche einzutauchen, sondern auch, und vor allem, ein Minimum an Ordnung wiederherzustellen und einen Sinn zu schaffen. Pasolini: »Ihre ikonoklastische Wut hat zu viele Jüngere Zeit verlieren lassen, die, auf purem Snobismus basierend, unglücklicherweise die Entwicklung einer ganzen Strömung der italienischen Kultur unterbrachen. Sie haben die Leere völlig umsonst und aus reiner Hysterie geschaffen, allein um der Überwindung willen.« Morante: » man muss sich die Vielzahl der Kreise, Schulen und anderen Gruppen in Erinnerung rufen, denen allen eines gemein ist: Dass nämlich ihre literarischen Produktionen vollkommen unlesbar sind.« Die Gruppe 63 hatte sich weiter getroffen, um zu diskutieren und zu streiten: 1964 in Reggio Emilia, 1965 erneut in Palermo, 1966 in La Spezia und 1967 in Barcelona. Schließlich wurden im Zuge der zunehmenden Politisierung der italienischen Gesellschaft die unterschiedlichen Positionen und Brüche innerhalb der Gruppe spürbar. 1969 ist das Jahr, in dem der spezifische Elan der Gruppe nachließ und sie infolgedessen aufgelöst wurde. Von verschiedenen Seiten wird nun behauptet, dass die Mitglieder der Gruppe 63 mit ihren Angriffen auf die angesehensten und bekanntesten Intellektuellen ihrer Zeit lediglich auf sich aufmerksam machen und Werbung für sich selbst machen wollten. Viel Lärm um nichts? Die Neoavantgardisten als gewöhnliche Karrieristen? Ritter, die es im Chaos und der Unordnung nie gab? Es ist schwierig , eine eindeutige Antwort zu finden. Sicher aber ist, dass es zu einfach wäre, sie lediglich als schlichte Wortführer des Neokapitalismus zu betrachten. Ihre Multikulturalität hatte großes Potential (zum Beispiel die Zusammenarbeit Umberto Ecos und Edoardo Sanguinetis mit dem Musiker Luciano Berio oder Sanguinetis Theaterarrangement des Rasenden Roland unter der Regie von Luca Ronconi) und wer weiß, ob Pasolinis Gedichte kurze Zeit später in gleichem Maße experimentell und informell geworden wären. Wer weiß auch, ob Italo Calvino Interesse an kombinatorischen Spielen, an der Semiotik und am Strukturalismus gefunden oder zu ganz anderen Formen gefunden hätte ohne die Forderungen und Provokationen der Neoavantgarde. |
Gruppo 63
| Hanno fatto parte del Gruppo 63 (lelenco non è esaustivo) i poeti Nanni Balestrini, Elio Pagliarani, Alfredo Giuliani, Antonio Porta, Francesco Leonetti, Amelia Rosselli, Edoardo Sanguineti; i critici Luciano Anceschi, Renato Barilli, Umberto Eco, Angelo Guglielmi; gli scrittori Alberto Arbasino, Gianni Celati, Alice Ceresa, Furio Colombo, Luigi Malerba, Giuseppe Pontiggia, Giorgio Manganelli, Sebastiano Vassalli; larchitetto Vittorio Gregotti e leditore Inge Feltrinelli. | Mitglieder der Gruppe 63 waren (die Aufzählung ist nicht vollständig) die Dichter Nanni Balestrini, Elio Pagliarani, Alfredo Giuliani, Antonio Porta, Francesco Leonetti, Amelia Rosselli, Edoardo Sanguineti; die Kritiker Luciano Anceschi, Renato Barilli, Umberto Eco, Angelo Guglielmi; die Schriftsteller Alberto Arbasino, Gianni Celati, Alice Ceresa, Furio Colombo, Luigi Malerba, Giuseppe Pontiggia, Giorgio Manganelli, Sebastiano Vassalli; der Architekt Vittorio Gregotti und die Verlegerin Inge Feltrinelli. |