L'ICIT di Imperia

Sono 25 gli Istituti di cultura italo-tedeschi presenti in Italia

 
di Patrizia Ricca Asplanato
Deutsch von Silke Becker
L’ICIT è un’associazione culturale senza fini di lucro presente in altre 25 città italiane, attiva in Liguria in tutte le province. Nel 1987 sono stata co-fondatrice dell’Istituto di Imperia e dal 1991 ne sono presidente.

Gli istituti di cultura italo-tedeschi in Italia si occupano della diffusione della lingua e cultura tedesca nelle province dei singoli centri. Imperia è una cittadina di circa 48.000 abitanti, capoluogo della più piccola tra le province liguri, stretta tra il mare e la Francia; i chilometri che ci separano da Genova sono solo un centinaio ma con il treno ci vogliono quasi due ore e così ci sentiamo spesso affetti da “sindrome di isolamento”.

Dopo la laurea in Germanistica ho deciso di stabilirmi qui – sono genovese non di nascita ma d’adozione – e mi sono accorta quanto mi mancavano il “Goethe” e le altre offerte culturali che una grande città può offrire. Un amico, Giovanni Musso, già allora presidente dell’ICIT di Savona, mi convinse a vincere la timidezza e la naturale ritrosia del ligure di frontiera e a istituire l’associazione nell’ultima provincia ancora priva di un ICIT.

Allora non avevo figli – la prima sarebbe arrivata un anno dopo – insegnavo tedesco in una scuola statale e la quantità di tempo che potevo dedicare “alla causa” era enormemente più grande di adesso. Non a caso uso il termine “causa”: nei primi anni i contributi pubblici per l’ICIT erano vicini allo zero e per poter pagare i primi concerti, le prime mostre e i relativi cataloghi – per non parlare del materiale pubblicitario e delle tasse di pubblicità – organizzammo corsi serali di tedesco nei quali insegnavo senza compenso.

Oggi l’attività dell’ICIT viene sostenuta quasi totalmente dal Ministero degli Esteri della Repubblica Federale Tedesca e occasionalmente da contributi della Regione Liguria, tramite la Provincia di Imperia, o dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Sanremo che contribuisce all’organizzazione delle conferenze in Biblioteca che si tengono nel mese di marzo.

Dei quattro membri fondatori sono rimasta solo io: forse era più forte la mia motivazione, sicuramente lo era lo spirito di servizio nel dedicare il proprio tempo libero quasi interamente ad attività culturali. Oggi, con due figlie di cui una ancora in tenera età, mi piacerebbe “passare il testimone” ma sembra impossibile trovare qualche idealista disposto a regalare il proprio tempo libero. La moneta con la quale l’associazione mi ha pagato in questi anni sono state le moltissime conferenze di accademici cui non avrei mai preso parte, le mostre d’arte moderna che altrimenti non avrei mai visto in questa piccola e difficile città e anche le molte persone conosciute, con cui a volte si sono costituiti rapporti duraturi di amicizia.

Attualmente abbiamo un direttivo di sei persone, tutti italiani e quasi tutti germanisti anche se non tutti insegnanti. I soci si limitano a fruire delle manifestazioni e l’organizzazione di esse è totalmente affidata a noi. Solo gli ICIT più grandi hanno una sede con segreteria: a causa del continuo diminuire dei contributi pubblici, infatti, noi abbiamo dovuto rinunciarci e con essa abbiamo perso un immediato punto di riferimento per i soci. Ci è rimasta una piccola biblioteca, ospitata gratuitamente in un locale della mia famiglia.

Ciò detto, la nostra offerta culturale rimane di primordine. Le manifestazioni hanno frequenza annuale e sono collaudate da tempo. Purtroppo non sono molte, perché non vi sarebbero i mezzi per aumentarle, ma la loro qualità è senz’altro elevata. Oltre alle conferenze di relatori delle vicine università, organizziamo in primo luogo il concerto annuale, a cura di una prestigiosa Accademia Internazionale che non perde occasione per presentarci i migliori tra i giovani concertisti. Si tratta di artisti provenienti da tutto il mondo che partecipano ai suoi corsi di perfezionamento e che mai torneranno a suonare, tantomeno gratis, in una piccola città come la nostra. Inoltre patrociniamo mostre di famosi artisti tedeschi che hanno scelto la nostra provincia per il loro “buen retiro” e i cui curatori prevedono esposizioni solo in città di grandi dimensioni. Per Natale, infine, offriamo ogni anno uno spettacolo di teatro per bambini, un altro settore che riteniamo importante e per il quale troppo di rado vi sono occasioni in loco. Per molte compagnie teatrali abbiamo fatto da apripista: invitate da noi per Natale con spettacolo gratuito per il pubblico – tutte le manifestazioni dell’ICIT sono infatti a ingresso libero – hanno poi trovato ingaggio dal Comune o dalla Provincia per ulteriori spettacoli.

Da dieci anni pubblichiamo I quaderni dell’ICIT, distribuiti gratuitamente a chi ne fa richiesta, che contengono gli atti delle conferenze della rassegna di marzo a Sanremo. Dal 1997 abbiamo istituito il Premio Incontri-Begegnungen che viene conferito alternativamente di anno in anno a un tedesco e a un italiano per aver promosso o favorito un reciproco avvicinamento con la nostra provincia e i Paesi di lingua tedesca.

Per chi volesse sapere di più sulle nostre attività, a partire dall’autunno anche il nostro Istituto sarà inserito nel portale www.tedescoweb.it che ospita molti ICIT e ACIT.

Das ICIT (Istituto di Cultura Italo-Tedesco) ist ein gemeinnütziger Kulturverein, der in Imperia und in 25 weiteren italienischen Städten vertreten und in sämtlichen Provinzen Liguriens aktiv ist. Ich selbst war 1987 Mitbegründerin des Instituts in Imperia und bin seit 1991 dessen Vorsitzende.

Die italienisch-deutschen Kulturinstitute in Italien fördern, von den einzelnen örtlichen Zentren ausgehend, die deutsche Sprache und Kultur in den Provinzen. Imperia ist eine Kleinstadt mit etwa 48.000 Einwohnern. Die Hauptstadt der kleinsten der ligurischen Provinzen liegt zwischen dem Meer und Frankreich. Von Genua trennen uns nur etwa einhundert Kilometer, doch weil man dafür mit dem Zug fast zwei Stunden braucht, haben wir häufig das Gefühl, an einem „Isolationssyndrom“ zu leiden.

Nach meinem Germanistikstudium habe ich mich entschieden, mich hier in Imperia niederzulassen. Auch wenn ich nicht dort geboren wurde, ist Genua meine Wahlheimat und deshalb fehlten mir das Goethe-Institut und die anderen kulturellen Angebote, die eine große Stadt bietet. Giovanni Musso, ein Freund, der damals schon Vorsitzender des ICIT von Savona war, überzeugte mich schließlich, meine Schüchternheit und die natürliche Widerspenstigkeit der Ligurier aus dem Grenzgebiet zu überwinden und den Verein in der letzten Provinz ohne ein ICIT zu gründen.

Damals hatte ich noch keine Kinder (das erste bekam ich ein Jahr später) und unterrichtete Deutsch an einer staatlichen Schule. Ich hatte wesentlich mehr Zeit als heute mich „der Sache“ zu widmen. Den Ausdruck „die Sache“ verwende ich ganz bewusst: In den ersten Jahren waren die öffentlichen Zuwendungen für das ICIT praktisch gleich null. Um die ersten Konzerte und Ausstellungen samt der entsprechenden Kataloge, ganz zu schweigen von den Kosten für die Werbung, zu finanzieren, haben wir Deutsch-Abendkurse durchgeführt, in denen wir ohne Bezahlung unterrichtet haben.

Heute werden die Aktivitäten des ICIT fast vollständig durch das deutsche Außenministerium finanziert. Gelegentlich erhalten wir auch Fördermittel der Region Ligurien, der Provinz Imperia oder vom Kulturreferat der Stadt Sanremo, die uns bei der Organisation der Bibliotheksvorträge, die im März stattfinden, unterstützen.

Von den vier Gründungsmitgliedern bin inzwischen nur noch ich selbst übrig geblieben. Vielleicht war meine Motivation stärker als die der anderen, sicherlich war es meine Bereitschaft, meine Freizeit fast vollständig kulturellen Aktivitäten zu widmen. Heute, mit zwei Kindern, von denen eines noch klein ist, würde ich mein Amt auch gern weitergeben, doch es scheint unmöglich zu sein, Idealisten zu finden, die bereit sind, ihre Freizeit zu opfern. Der Lohn, den ich in all den Jahren von der Organisation erhalten habe, waren die vielen wissenschaftlichen Vorträge, an denen ich sonst niemals teilgenommen hätte, die Ausstellungen moderner Kunst, die ich in dieser kleinen und schwierigen Stadt sonst niemals gesehen hätte und auch die vielen Menschen, die ich kennengelernt habe und zu denen sich manchmal dauerhafte Freundschaften entwickelt haben.

Derzeit haben wir sechs Vorstandsmitglieder; alles Italiener und fast ausschließlich Germanisten, auch wenn nicht alle Lehrer sind. Wir sind allein für die Organisation der Veranstaltungen des Vereins zuständig, da die restlichen Mitglieder sich darauf beschränken, diese zu nutzen. Nur die größeren ICITs haben eine Geschäftsstelle mit einem Sekretariat. Aufgrund der ständig sinkenden öffentlichen Zuwendungen mussten wir darauf verzichten und haben damit einen direkten Bezugspunkt für unsere Mitglieder verloren. Geblieben ist uns eine kleine Bibliothek, die kostenlos bei mir zuhause untergebracht werden konnte.

So gesehen ist unser kulturelles Angebot seit den Anfängen gleich geblieben. Die Veranstaltungen finden jährlich statt und haben sich seit langer Zeit bewährt. Leider sind es nicht viele, weil wir nicht die Mittel haben, weitere Veranstaltungen durchzuführen, aber ihre Qualität hat sich ganz sicher gesteigert. Außer den Vorträgen von Referenten der umliegenden Universitäten organisieren wir ein jährliches Konzert, das von einer namhaften internationalen Akademie veranstaltet wird, die die Gelegenheit nutzt, die Besten ihrer jungen Solisten zu präsentieren. Diese Künstler kommen aus der ganzen Welt und nehmen an den dortigen Fortbildungskursen teil. Sie würden sonst niemals, und schon gar nicht umsonst, in einer so kleinen Stadt wie der unseren auftreten. Außerdem unterstützen wir Ausstellungen bekannter deutscher Künstler, die unsere Provinz als Alterssitz gewählt haben und die normalerweise nur Ausstellungen in großen Städten zeigen. Zu Weihnachten schließlich bieten wir jedes Jahr ein Theaterstück für Kinder. Dies ist ein anderer Bereich, den wir wichtig finden und in dem wir viel zu selten die Möglichkeiten zu Aktivitäten haben. Für viele Theatergruppen hatten wir inzwischen eine Vorreiterfunktion: Nachdem sie von uns für die kostenlose Weihnachtsaufführung eingeladen worden waren - alle Veranstaltungen des ICIT sind kostenlos - haben sie danach weitere Engagements der Kommune oder der Provinz erhalten.

Seit zehn Jahren veröffentlichen wir die „ICIT-Hefte“, die kostenlos an Interessierte verteilt werden. Sie enthalten die Beiträge der San-Remo-Vortragsreihen. Seit 1997 vergeben wir den Preis „Incontri-Begegnungen“. Dieser Preis wird jährlich abwechselnd an einen Deutschen und einen Italiener vergeben, der sich um die Annäherung zwischen unserer Provinz und den deutschsprachigen Ländern verdient gemacht hat. Wer mehr über unsere Aktivitäten wissen möchte, kann sich unter www.tedescoweb.it informieren. Dort sind viele ICIT und ACIT und ab Herbst auch unser Institut vertreten.