Nuovo cinema popolare italiano in Germania «Che straordinaria esperienza in parte dimenticata vedere un film veramente bello. Il cinema appartiene allo stesso ordine della vita: per questo, mentre si vede un film veramente bello, se ne sente lartificialità, ma, dopo averlo visto, esso si ripresenta alla memoria come una cosa reale, anche se sognata». (Pier Paolo Pasolini)»Was für eine außergewöhnliche teilweise vergessene Erfahrung, einen wirklich schönen Film zu sehen. Kino gehört zu der gleichen Gattung wie das Leben: Eben deshalb erscheint ein wirklich guter Film, dessen Künstlichkeit der Zuschauer während der Vorführung durchaus wahrgenommen hat, in der Erinnerung jedoch als Realität, sei es auch nur eine geträumte Realität.« (Pier Paolo Pasolini) |
von Gabriele Pommerenke |
Italiano di Claudio Paroli |
| Nuovo
cinema popolare italiano heißt die magische Formel des aktuellen
italienischen Films. Nach einer lang andauernden Krise, einer Phase der
Stagnation, die das italienische Kino offensichtlich brauchte, um sich von
der Hegemonie Hollywoods und von seinen übermächtigen Ahnen
einerseits der commedia allitaliana, andererseits dem neorealismo
zu emanzipieren, entstand diese neue erfolgreiche Strömung. Sie wird
charakterisiert durch erzählerische Ehrlichkeit, die sich mit technischer
Professionalität verbindet. In den Werken von Regisseuren wie Archibugi,
Campiotti, Calopresti, Giordana, Ozpetek, Piccioni, Soldini, Virzì,
um hier nur einige namentlich zu erwähnen, erkennt das Publikum sich
wieder. Die genannten Regisseure haben die Fähigkeit, sich
verständlich zu machen, ohne jedoch auf ästhetische Ansprüche
von gehobenem Niveau zu verzichten. Sie drehen dabei auch Filme, die nicht
wie bislang üblich überwiegend in Mailand oder Rom
angesiedelt sind, sondern gleichermaßen regionale Eigenarten reflektieren.
So spielt beispielsweise Edoardo Winspeares Il miracolo in Taranto (Apulien), der Heimat dieses Regisseurs. Der Film erzählt die Geschichte eines 12-jährigen Jungen, der nach einem Autounfall ins Koma fällt und dem schließlich wunderwirkende Kräfte nachgesagt werden. Ebenfalls in Süditalien, in Bari, müssen in Alessandro Pivas Mio cognato zwei Schwager, die gegensätzlicher nicht sein könnten, auf der Suche nach einem gestohlenen Auto eine ganze Nacht nebeneinander verbringen. Diese Komödie lebt vor allem durch zwei der gegenwärtig meistgefragten Schauspieler Italiens: Sergio Rubini und Luigi Lo Cascio. Als Darsteller vertreten ist Rubini auch in Lamore ritorna für dessen Regie er ebenfalls verantwortlich zeichnet. Für diesen Film drängen sich autobiographische Interpretationen auf, wobei Rubini derartige Vermutungen durch die Besetzung noch zu bestärken scheint. Neben dem Regisseur selbst agieren Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno und Fabrizio Bentivoglio. Die Literaturverfilmung Un viaggio chiamato amore von Michele Placido befasst sich mit der wechselvollen Beziehung, die zu Beginn des 20. Jahrhunderts die Schriftsteller Sibilla Aleramo und Dino Campana miteinander verband. Sie werden von Laura Morante und Stefano Accorsi verkörpert. Ebenso wie Sergio Rubini ist Michele Placido nicht nur als Regisseur, sondern in einem zweiten Film auch als Schaupieler präsent. In Il posto dellanima greift Riccardo Milani eine vier Jahre zurückliegende Begebenheit in Vasto (Abruzzen) auf: Die Schließung einer Reifenfabrik nach der Übernahme durch einen amerikanischen multinationalen Konzern. Am Beispiel von drei Arbeitern (dargestellt von Silvio Orlando, Michele Placido und Claudio Santamaria) illustriert er die aus der Schließung des Werkes und der Entlassung der Belegschaft resultierenden Schicksale. Mit der Arbeitswelt beschäftigt sich auch Francesca (nicht zu verwechseln mit Cristina) Comencini: In Mi piace lavorare geht es um das Phänomen Mobbing am Arbeitsplatz. Einem ganz anderen Thema widmet sich die viel beachtete Verfilmung einer weiteren literarischen Vorlage (Anna Laura Braghetti: Il prigioniero). Marco Bellocchios Buongiorno, notte handelt von der Entführung des Parteivorsitzenden der Democrazia cristiana Aldo Moro im Jahr 1978 durch ein Kommando der Brigate rosse. Bellocchio konzentriert sich hierbei auf die menschlichen Reaktionen und Verhaltensweisen der Entführer (u.a. Luigi Lo Cascio und Maya Sansa) und des Entführten während der 50-tägigen Gefangenschaft, ohne Anspruch auf politische oder historische Korrektheit zu erheben. Nach ihrem Auftakt Anfang Oktober in den zeise kinos in Hamburg wird die siebte Tournee des Festivals des italienischen Kinos wie bereits in den vergangenen Jahren andere wichtige deutsche Städte von Köln bis Berlin besuchen. In seinem Verlauf sind neben Filmen von Regisseuren des nuovo cinema popolare italiano, die sich bereits profiliert haben, auch Debütfilme (Davide Vicario gewann für Velocità massima den David di Donatello als bester Debütfilm) und Arbeiten von noch unbekannten Filmemachern zu sehen. Das Publikum wird darüber entscheiden, welche dieser Regisseure sich in die Liste der wichtigsten Repräsentanten der neuen Filmrichtung einreihen können oder aber wieder in Vergessenheit geraten.
|
Nuovo
cinema popolare italiano sembra essere la formula magica della cinematografia
italiana del momento. In seguito a una lunga crisi, dopo una fase di stagnazione
di cui il cinema italiano apparentemente necessitava per emanciparsi
dallegemonia di Hollywood e dai pesanti retaggi del passato
da una parte la commedia allitaliana e dallaltra
il neorealismo , ecco presentarsi un nuovo filone
cinematografico, di promettente successo, caratterizzato da veridicità
narrativa connessa a professionalità tecnica. Nelle opere di registi
come Archibugi, Campiotti, Calopresti, Giordana, Ozpetek, Piccioni, Soldini,
Virzì solo per citarne alcuni il pubblico riconosce
sé stesso. Gli autori qui citati hanno la capacità di farsi
comprendere, senza peraltro rinunciare a esigenze estetiche di alto livello,
girando film non necessariamente ambientati a Milano e a Roma
comera duso che riflettono le particolarità regionali.
Il miracolo di Edoardo Winspeare, ad esempio, è ambientato a Taranto, la città dorigine del regista. Il film racconta la storia di un dodicenne che, a seguito di un incidente automobilistico, entra in coma e del quale si dice poi abbia capacità miracolose. Sempre nel sud, a Bari, è girato Mio cognato di Alessandro Piva: due cognati che non potrebbero essere più diversi uno dallaltro passano la notte insieme alla ricerca di unauto rubata. Una commedia che vive soprattutto grazie alla recitazione di due fra gli attori italiani più richiesti del momento: Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio. Rubini è protagonista anche di Lamore ritorna, e allo stesso tempo regista. Per questo film sono dobbligo le interpretazioni autobiografiche, supposizioni che Rubini sembra rafforzare grazie al cast particolare. Accanto al regista vediamo Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno e Fabrizio Bentivoglio. La trasposizione cinematografica Un viaggio chiamato amore di Michele Placido tratta invece della relazione movimentata, ambientata allinizio del XX secolo, fra la scrittrice Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana, interpretati da Laura Morante e Stefano Accorsi. Come Sergio Rubini, anche Michele Placido si presenta non solo nelle vesti di regista ma anche di attore. In Il posto dellanima Riccardo Milani racconta una vicenda accaduta quattro anni fa a Vasto, in Abruzzo: un gruppo multinazionale americano segna la chiusura di una fabbrica di pneumatici. Tre lavoratori (nel film Silvio Orlando, Michele Placido e Claudio Santamaria) mostrano il destino a loro riservato dopo la chiusura forzata dello stabilimento. Anche Francesca Comencini (da non confondere con Cristina) si occupa del mondo del lavoro: in Mi piace lavorare il tema centrale è il fenomeno del mobbing. A un tema completamente diverso è dedicata invece la rilevante trasposizione cinematografica di unaltra opera letteraria: Il prigioniero di Anna Laura Braghetti. Il film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio è incentrato infatti sul rapimento del segretario della Democrazia Cristiana Aldo Moro da parte delle Brigate rosse avvenuto nel 1978. Il regista si concentra però sulle reazioni umane e sul comportamento dei sequestratori (fra gli altri Luigi Lo Cascio e Maya Sansa) e del sequestrato nel corso dei 50 giorni di prigionia, senza pretese di correttezza politica e storica. Dopo lanteprima amburghese di inizio ottobre negli zeise kinos la settima tournée del festival del cinema italiano, come negli anni passati, avrà luogo anche in altre grandi città tedesche, da Colonia a Berlino. Nella rassegna sono presenti oltre a film di registi del nuovo cinema popolare italiano che già si sono fatti un nome, anche anteprime di registi ancora sconosciuti (Davide Vicario, con Velocità massima, ha vinto il David di Donatello per il miglior film debuttante). Sarà il pubblico a decidere quali di questi registi saranno destinati a rappresentare meglio il nuovo filone cinematografico e quali hanno giocato solo un ruolo da comparsa.
|
La finestra di fronte
| Zu
den Publikumslieblingen des nuovo cinema popolare italiano gehört
der italotürkische Regisseur Ferzan Ozpetek. La finestra di fronte
(2003), der bislang vierte Film dieses Filmemachers, ist bereits seine dritte
Arbeit, die in das Programm des Festivals Italia! Cinema! in Hamburg
Eingang fand. Regelmäßige Festivalbesucher können die
Wiederaufnahme der bevorzugten Themen Ozpeteks (wie z.B. Multikulturalität,
Liebe im Alltag oder Homosexualität) verfolgen und sich auf ein Wiedersehen
mit der auf so köstliche Weise natürlichen und frechen türkischen
Schauspielerin Serra Yilmaz freuen.
Am Beispiel einer jungen vierköpfigen Familie zeigt La finestra di fronte einen Ausschnitt aus dem zeitgenössischen italienischen Alltagsleben. Selbst Nebenszenen wie beispielsweise die Abgabe eines Kleidungsstückes in der chemischen Reinigung gelingen Ozpetek zu kleinen Höhepunkten. Eine seiner Stärken liegt in der liebevollen oder auch ironischen Darstellung des Alltäglichen. Der Film ist absolut in der Gegenwart verhaftet, obwohl er auch einen keinesfalls larmoyanten Bogen in die Vergangenheit des Jahres 1943 spannt (Razzia der Nazis im jüdischen Ghetto Roms). Die Konfrontation mit dem Schicksal eines älteren Herren (Massimo Girotti in seiner letzten Rolle), der vorübergehend sein Gedächtnis verloren hat, wird für die junge Protagonistin (Giovanna Mezzogiorno), zum Impuls, sich selbst zu hinterfragen, neu einzuschätzen und ihr Leben neu zu ordnen. Wie bereits in seinen ersten Filmen thematisiert Ozpetek wiederum einen mühevollen und manchmal auch quälerischen Selbstfindungsprozess. Dabei schildert er seine Personen, insbesondere die zentrale weibliche Figur, mit der von ihm bereits gewohnten außerordentlichen Sensibilität. |
Fra
i registi del nuovo cinema popolare italiano litaloturco Ferzan
Ozpetek si rivela uno dei più amati dal pubblico. Il suo quarto film
La finestra di fronte (2003) è già il terzo che viene
inserito nel programma del festival Italia! Cinema! di Amburgo. Gli
assidui frequentatori della rassegna vi ritroveranno i temi preferiti e
ricorrenti di Ozpetek ad esempio la multiculturalità, lamore
nel quotidiano e lomosessualità e saranno felici di
apprezzare nuovamente lo straordinario modo di recitare della spontanea e
provocante attrice turca Serra Yilmaz.
La finestra di fronte, la cui trama gravita attorno a una famiglia di quattro persone, mostra uno spaccato di vita italiana attuale. Persino le scene di secondaria importanza, come ad esempio la consegna di un abito in tintoria, vengono rappresentate da Ozpetek in modo magistrale. Una delle sue peculiarità è proprio la rappresentazione accurata, ma anche ironica, della quotidianità. Il film, anche se ancorato decisamente ai nostri giorni, compie un salto indietro senza indugiare in lamentele nel 1943, durante il rastrellamento nazista nel ghetto ebreo di Roma. Messa a confronto con la sorte di un vecchio signore (lultima recitazione dello scomparso Massimo Girotti) che perde temporaneamente la memoria, la giovane protagonista (Giovanna Mezzogiorno) trae spunto per fare autoanalisi, per rivalutarsi e riorientare così la propria vita. Come nei suoi film precedenti, Ozpetek tematizza ancora una volta un faticoso e a volte lacerante processo di ricerca di se stessi. E i suoi personaggi, in particolare la figura femminile al centro della vicenda, vengono rappresentati con quella sua abituale e straordinaria sensibilità. |