Due domande sull'Italia di domani
Die italienischen Parlamentswahlen entscheiden über Stillstand
oder echte Perspektiven |
di Claudio Paroli |
Übersetzung von Gabriele Pommerenke |
| A
dire il vero di domande da porsi ve ne sarebbero tante, nessuno ha mai smesso
di porsene, lItalia sta vivendo una crisi istituzionale ed economica
di grande portata, traballano persino i fondamenti della democrazia, viene
calpestata la Costituzione.
La prima domanda che si rivolgono in molti, anche allestero, è se la coalizione di centro-sinistra guidata da Romano Prodi ce la farà a vincere le elezioni politiche del 9 aprile. Una domanda più che legittima, essenzialmente per due motivi: il primo è quello che la nuova legge elettorale, varata dal governo a fine legislatura per cercare di arginare le perdite di consensi, probabilmente regalerà a questultimo un gran numero seggi premio al Senato; è quindi possibile che il centro-sinistra ottenga la maggioranza soltanto alla Camera dei Deputati. Ne risulterebbe unimpasse governativa analoga a quella vissuta dalla Germania negli ultimi anni, dove la Camera alta bloccava quasi ogni legge di rilevanza nazionale. Si tratterebbe di una dannosissima anteprima, proprio in questa fase delicata per lItalia, una grande coalizione alla tedesca sarebbe infatti del tutto inimmaginabile. Il secondo motivo è la grancassa Berlusconi, ormai onnipresente senza ritegno su tutte le emittenti nazionali nonostante i frequenti moniti del Presidente della Repubblica che cerca con ogni mezzo di compensare la sua perdita dimmagine: non era mai successo che un premier facesse comizi anche sulla radio destinata alle informazioni nazionali sul traffico, unulteriore anomalia di cui vergognarsi. Il martellamento continuo, nonché il tipo di martellamento buonista scelto, sembrano infatti portare voti. Sono tecniche in cui il premier è collaudato maestro, i consulenti di Bush lhanno consigliato bene, e sappiamo comè andata negli Stati Uniti. Per poter prolungare questo martellamento, non sottostando ancora alla par condicio (la legge che impone a tutti i partiti gli stessi identici tempi a disposizione sulle emittenti radio e televisive, per la campagna elettorale a Camere chiuse), e per poter promulgare le ultime leggi alcune palesemente anticostituzionali in gran fretta e pressoché senza dibattito parlamentare, è stata addirittura procrastinata di due settimane la fine della legislatura. La seconda domanda che si pongono in molti è che cosa dovrà fare, in caso di vittoria, un nuovo governo guidato da Romano Prodi. I parametri economici e sociali attuali anche quelli previsti, in assenza di interventi opportuni sono fortemente preoccupanti e gli italiani sono stanchi di venditori di fumo, grandi strati della popolazione hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Con una politica economica e fiscale da lacrime e sangue Prodi riuscì a far entrare lItalia nellUnione Europea: gli italiani accettarono quei sacrifici perché sapevano quanto ne sarebbe valsa la pena. Il ripetersi di una politica del genere, al solo fine di risanare le casse dello Stato per non farsi dare bacchettate sulle dita dalla Commissione Europea, distruggerebbe socialmente il Paese. Si rende necessario in prima linea un rilancio del benessere, la gente non è più disposta a sacrifici, vuole avere prospettive reali. Il solo obiettivo della crescita secondo canoni liberisti, quella dei capitali delle imprese, non porta di sicuro benefici a chi vi lavora, massimizzare gli utili delle imprese non significa affatto meno povertà per la gente né meno disoccupazione. Ciò che occorre urgentemente è una distribuzione più equa della ricchezza, partendo dal basso, mediante unappropriata politica fiscale ed economica: sarà in grado diniziarla un nuovo governo di centro-sinistra? Il governo di destra uscente ha procurato immensi danni al Paese e alle sue istituzioni, si rende assolutamente necessaria una svolta in tutti i campi, senza che si ripetano gli errori del passato, senza che si possano ripresentare delle anomalie vergognose come quelle a cui abbiamo dovuto assistere per cinque anni. Occorrono nuove garanzie di libertà e di democrazia, un nuovo modo pluralistico di gestire la politica e il potere, e anche in Italia non dovrà più essere consentito dalla legge che qualcuno governi esclusivamente al fine gestire al meglio il proprio interesse personale e finanziario. Nella coalizione di centro-sinistra vi è uno spettro di partiti con storie molto diverse, mantenere la nave Unione sulla giusta rotta richiederà un abile timoniere. Forse in nessuno stato europeo come in Italia è tanto difficile far politica e governare, trovare e gestire compromessi accettabili per tutti. Gestire compromessi politici non dovrà però significare ricadere nellimmobilismo: occorre un governo coraggioso che sappia percorrere nuove strade senza svendere lo Stato ai privati, dando ad esempio enorme importanza alla ricerca e mettendo al primo posto la solidarietà, sia nel sociale sia nelleconomia. |
Es
gäbe in der Tat reichlich Fragen, die man sich stellen könnte und
die wir auch niemals wirklich aus den Augen verloren haben, denn Italien
durchlebt eine institutionelle und ökonomische Krise von großen
Ausmaßen, die sogar seine demokratischen Fundamente erschüttert,
da selbst seine Verfassung missachtet wird.
Zunächst fragen sich viele auch ausländische Beobachter, ob es der von Romano Prodi geführten Mitte-Links-Koalition gelingen wird, am 9. April die Wahlen in Italien zu gewinnen. Vor allem aus zwei Gründen erweist sich diese Frage als überaus berechtigt. Einerseits dürfte das neue Wahlgesetz, das die Regierung noch am Ende der Legislaturperiode verabschiedet hat, um die zu erwartenden Verluste zu begrenzen, ihr eine große Zahl der Zusatz-Sitze im Senat bescheren. Deshalb könnte also durchaus der Fall eintreten, dass die Mitte-Links-Koalition lediglich im Abgeordnetenhaus eine Mehrheit erlangt. Daraus ergäbe sich eine politische Lähmung Italiens, die mit der deutschen Blockadesituation der letzten Jahre vergleichbar wäre, wo der Bundesrat nahezu jedes Gesetz von nationaler Bedeutung zu Fall brachte. Gerade weil Italien sich augenblicklich in einer äußerst prekären Situation befindet, wäre dieses ein sehr schädliches Novum, zumal eine Große Koalition nach deutschem Vorbild absolut unvorstellbar wäre. Der zweite Grund liegt in Berlusconis beispiellosem Propagandafeldzug: Trotz der zahlreichen Ermahnungen durch den Präsidenten der Republik rührt er uneingeschränkt die Werbetrommel in eigener Sache und versucht mit allen erdenklichen Mitteln, seinen Ansehensverlust zu begrenzen. Niemals zuvor hat ein Premier seine Wahlpropaganda sogar bis hinein in die Informationen des nationalen Verkehrsnachrichtensenders des Radios gedrückt. Eine weitere Anomalie für die Italien sich schämen muss. Die ständige Bombardierung mit Wahlpropaganda in Verbindung mit der genau kalkulierten gütigen Selbstdarstellung scheint tatsächlich Früchte zu tragen. Handelt es sich hier doch um Techniken, in denen der Premier es zu wahrer Meisterschaft gebracht hat. Bushs Ratgeber haben auch Berlusconi gut beraten und welches Ergebnis in den USA erzielt wurde, kann ja als bekannt vorausgesetzt werden. In Italien wurde sogar die Legislaturperiode um zwei Wochen verlängert, um die letzten Gesetze darunter einige offensichtlich verfassungswidrige in großer Eile und nahezu ohne Parlamentsdebatte zu verabschieden, und um die ununterbrochene Berieselung mit Propaganda fortsetzen zu können. Letzteres ist nämlich nur so lange möglich, wie das par condicio-Gesetz noch nicht zum Tragen kommt, das für alle Parteien absolut gleiche Sendezeiten in Radio und Fernsehen vorsieht, aber nur in der letzten Wahlkampfphase, wenn Senat und Parlament nicht mehr zusammentreten und die Legislaturperiode als beendet gilt, in Kraft tritt. Des Weiteren fragen sich viele, welche Maßnahmen eine neue von Romano Prodi geführte Regierung ihren Wahlsieg vorausgesetzt wird ergreifen müssen. Die wirtschaftlichen und sozialen Daten auch die für den Fall des Ausbleibens geeigneter Beschlüsse vorausgesagten Zahlen sind äußerst besorgniserregend. Italien ist der Blender überdrüssig, breite Bevölkerungsschichten haben inzwischen Schwierigkeiten, finanziell über die Runden zu kommen. Mit einer Wirtschafts- und Finanzpolitik, die Blut und Tränen kostete, gelang es Prodi, Italien in die Europäische Union zu führen. Im Bewusstsein, dass sie sich lohnen würden, akzeptierte die Bevölkerung diese Opfer. Die Wiederholung einer solchen Politik zur Sanierung der Staatskasse, letztlich aber mit dem Ziel, Sanktionen der Europäischen Kommission zu vermeiden, würde nun aber den sozialen Frieden im Land zerstören. Der Wiederherstellung des allgemeinen Wohlstandes wird unbedingt Vorrang eingeräumt werden müssen. Die Bürger sind nicht mehr zu Opfern bereit. Sie verlangen nach echten Zukunftsperspektiven. Ein Wachstum nach liberalistischem Credo allein im Sinne von Wachstum des Unternehmenskapitals verspricht den Arbeitnehmern keine Vorteile. Die Profitmaximierung der Unternehmen geht keineswegs mit einer Reduzierung von Armut und Arbeitslosigkeit einher. Dringend geboten ist eine von unten ausgehende gerechtere Verteilung des Reichtums mittels einer geeigneten Finanz- und Wirtschaftspolitik. Wird eine neue Mitte-Links-Regierung dazu in der Lage sein, diese Politik einzuleiten? Die scheidende Rechts-Regierung hat dem Land und seinen Institutionen enormen Schaden zugefügt. In allen Bereichen wird eine Wende notwendig sein. Sie muss erfolgen, ohne dass die Fehler der Vergangenheit sich wiederholen, ohne dass peinliche Anomalien auftreten, wie wir in den letzten fünf Jahren miterleben mussten. Neue Garantien über Freiheit und Demokratie, ein neues pluralistisches Politik- und Machtverständnis sind erforderlich und auch in Italien darf es rechtlich nicht mehr möglich sein, dass eine Person mit dem alleinigen Ziel regiert, ihre ganz persönlichen und finanziellen Interessen zu verfolgen. Das Mitte-Links-Bündnis setzt sich aus Parteien zusammen, die auf eine sehr unterschiedliche Geschichte zurückblicken können. Der Steuermann wird deshalb sehr viel Geschick brauchen, um das Schiff Unione auf dem richtigen Kurs zu halten. Politik zu machen und zu regieren, für alle akzeptable Kompromisse zu finden und anzuwenden, ist heute vielleicht in keinem anderen europäischen Staat so schwierig wie in Italien. Politische Kompromisse umzusetzen, darf jedoch keinen Rückfall in den Stillstand bedeuten. Gefragt ist eine mutige Regierung, die neue Wege beschreitet, ohne den Staat an die Privatwirtschaft zu verkaufen, die beispielsweise der Forschung große Bedeutung beimisst und in den Bereichen Wirtschafts- und Sozialpolitik Solidarität zum vorrangigen Ziel erklärt.
|