Referendum: le ragioni del NO alle modifiche della Costituzione

Die Verfassung der Republik soll unangetastet bleiben!

a cura del Gruppo DS di Monaco di Baviera

Alcune importanti ragioni per cui voteremo NO alle modifiche della II parte della Costituzione:

1) Avvierebbero il paese verso il caos legislativo.

Basti pensare che il nuovo testo suddivide le leggi emanate dal Parlamento in tre diverse categorie: quelle votate solo dalla Camera, quelle votate solo dal Senato e quelle che dovranno essere approvate da entrambi i rami del parlamento. Un intrico di commissioni e commissioncine avrà l’incarico di dirimere i casi, più che probabili, di dubbia attribuzione.

Vi saranno inoltre provvedimenti di un quarto tipo: quelli che, essendo ritenuti essenziali per l’attuazione del programma di governo, potranno essere varati nonostante il voto contrario del Senato, alla condizione di avere ottenuto l’approvazione della maggioranza assoluta della Camera. Chiaro, non è vero? Giudichino i cittadini se questo è il modo per semplificare ed accelerare il processo legislativo.

2) Attribuirebbero poteri eccessivi al Primo ministro.

- Nella Corte Costituzionale aumenteranno i membri di nomina parlamentare, con conseguente riduzione dell’autonomia rispetto al potere politico.

- Nel Consiglio superiore della magistratura potranno essere nominati dal parlamento anche personalità puramente politiche, senza alcun vincolo di competenza giuridica, il che ne svilirà l’autorevolezza.

- La figura del Presidente della Repubblica, cui verrà tolta l’attribuzione di sciogliere le camere, risulterà fortemente indebolita. Il potere di concludere anticipatamente la legislatura viene di fatto consegnato al Primo ministro. È pur vero che la Camera ha la possibilità di designarne un altro, ma solo con l’appoggio dell’originale maggioranza. I voti dei deputati dell’opposizione, quindi, non avranno più lo stesso valore di quelli della maggioranza: anche in Parlamento i voti andranno pesati e non contati.

Il potere del Primo ministro risulterà enormemente aumentato e libero da qualsiasi “contrappeso”.

3) Introdurrebbero disparità di diritti tra cittadini di regioni diverse.

Quando la devolution (decentramento) sottrarrà risorse e possibilità operative alle Regioni in materia di salute, scuola, assistenza, fiscalità e servizi pubblici in generale, ci saranno Regioni di serie A e di serie B. Ciò porterà gravi disuguaglianze, “migrazioni” e pendolarismi verso le città e le Regioni che offriranno il miglior servizio.

4) Aumenterebbero i costi di gestione ed ingigantirà la burocrazia.

La moltiplicazione degli uffici, il caos amministrativo legato ai conflitti di competenze tra stato e regioni, la diminuzione del controllo centralizzato su assunzioni, appalti ed opere pubbliche produrranno un’esplosione delle spese ed un aumento delle clientele.