Intervista a Etta Scollo
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a cura della redazione |
Deutsch von Simone Grandjot |
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quanto tempo sei ad Amburgo oppure in Germania?
Ho vissuto a Vienna, ci sono andata negli anni 80. Dopo molti anni, mi sembra fosse il 96, sono venuta qui ad Amburgo. Ti sei trovata bene, ti trovi bene ad Amburgo? Sì, diciamo che mi trovo bene. È stato un caso che capitassi qui, perché non avevo proprio lidea di venire a vivere in Germania. Anche quando sono andata a Vienna è stato perché ho conosciuto un pianista viennese. Diciamo che mi sono lasciata prendere dagli eventi della vita. Non era progettato. Ho studiato in Italia, architettura, ma non ho finito perché poi sono andata a Vienna. E lì ho studiato al liceo artistico. Quindi vengo da tutta unaltra direzione: ho fatto grafica, pittura, cose del genere. Però suonavo, sono cresciuta con la musica, perché in famiglia suonano e cantano tutti. Proprio per questo motivo non ritenevo la musica una cosa per cui dover vivere. È stato sempre un fattore presente ma naturale. Come ti vedi, siciliana oppure europea? Mi vedo come una siciliana europea, come una siciliana mitteleuropea. Un giorno hai deciso che cantare è il tuo lavoro. Come è successo? È successo che ho fatto una scuola a Vienna, ho frequentato un corso al conservatorio ma più che altro per avere il visto, il permesso di soggiorno a Vienna, anche un po per conoscere la lingua, la cultura. È successo che da quel momento mi sono concentrata più sulla musica. Mentre prima dipingevo, disegnavo, oppure ero interessata ad altre cose, ho poi focalizzato la mia vita sulla musica. Da allora ho fatto tournée, ho lavorato con musicisti. Sei andata anche in America? Sì, questa dellAmerica è una cosa più che altro personale. Nei primi anni in cui lavoravo a Vienna cantavo in un trio. Facevamo del blues, era un periodo in cui mi interessava molto quella musica. Quindi sono andata in America con il pianista con cui stavo. Abbiamo vissuto lì per due mesi, abbiamo suonato anche in alcuni jazz club. E poi sono venuta ad Amburgo. Perché Amburgo? Ehh... perché lui sta ad Amburgo! Molto banale, non cè un motivo veramente filosofico. Ci sono molte case editrici qui ad Amburgo, cè molta musica? Sì, qui ad Amburgo cè un bellambiente. Amburgo è una città più aperta? Sì, la musica viene fatta in maniera diversa. LAustria è più chiusa. Canti nel Tivoli e nei teatri più piccoli per avere una certa atmosfera... Penso che il tipo di musica che faccio io si adatti più ad un ambiente da teatro. Nelle tue canzoni cè sempre un po di un viaggio, di nostalgia, di amore. Sono questi i tuoi temi? Sì, anche questi ma non solo. Ho fatto ad esempio un brano che non suoniamo dal vivo in quanto è strumentale, molto complesso e ha bisogno di unorchestra: Villa Grimaldi si trova nel mio secondo CD Il bianco del tempo ed è dedicato alla memoria dei cileni che sono stati torturati e uccisi durante la dittatura di Pinochet. Oppure ho scritto una canzone che si chiama Sempre là, dedicata ai lavoratori clandestini, ai lavoratori della notte. A quelle persone che lavorano ma non vengono prese in considerazione. Sono temi tuoi? Sì, sono anche temi miei. Può darsi che ci sia spesso il tema del viaggio, perché per me il viaggio è simbolo di fluidità, di movimento. Il viaggio può anche accadere stando sedute su una sedia a casa. Questa idea del viaggio è lidea di sentirsi in movimento con se stessa e dentro se stessi. Diciamo che è un Leitmotiv, qualcosa che mi accompagna. Mi è già capitato di scrivere su cose che sembrano lontane ma che in realtà sono proprio qui. La vita quotidiana è fatta di tutto. È fatta di quello che succede attorno. Come lavori, vengono prima le parole o la musica? È sempre questa la domanda: prima la gallina oppure luovo? È difficile dire perché a volte prima le parole, altre la musica. Dipende dalla situazione, da cosa ti ispira. Ci sono situazioni in cui è più la musica che mi dà ispirazione. A volte ho proprio un arrangiamento tutto mio in testa. Penso la musica in maniera complessa perché credo che faccia parte della mia educazione. È come se la musica fosse una mela. È rotonda e tu la puoi guardare da tutti i lati, non è piatta. Se tu vedi una mela e allinizio non sai cosè, hai unimmagine della mela. Ma quando tu la mela la conosci, se tu prendi una mela e sai cosa cè dentro, non hai bisogno di aprirla, perché lo sai già. Così è per me la musica: un qualcosa che mi è molto familiare. È lì, è una mela calda. Quali sono i tuoi progetti futuri? I miei progetti sono di scrivere. Sto scrivendo per il mio prossimo CD che vogliamo registrare a maggio. In settembre-ottobre uscirà il CD e poi andremo in tournée. Ho in mente un progetto di un monologo teatrale da sviluppare insieme ad una regista. Però se questa cosa accadrà, sarà fra un paio di anni. È ancora presto. Un altro progetto, più che progetto si tratta di un desiderio, è quello di scrivere musica per film. Ogni tanto ho scritto delle canzoni che sono state utilizzate nei film. Ad esempio il franco-finlandese Dream, dream, dream: il film non ha avuto una buona critica, ma la musica tanto. Ho fatto il pezzo di apertura e di chiusura, e ho cantato io. Poi mi piacerebbe fare progetti con altri musicisti, lavorare con altre persone, avere uno scambio musicale con altri artisti. Etta, tante grazie dellintervista e auguri.
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Seit
wann bist du in Hamburg oder in Deutschland?
Ich habe in Wien gelebt, dahin bin ich in den 80er Jahren gegangen. Nach vielen Jahren, ich glaube es war 1996, bin ich hierher nach Hamburg gekommen. Hast du dich wohl gefühlt, fühlst du dich wohl in Hamburg? Ja, man kann sagen, dass ich mich wohl fühle. Ich bin sozusagen zufällig hier, denn ich hatte eigentlich nicht vor, in Deutschland zu leben. Auch als ich nach Wien ging, war der Grund, dass ich einen Wiener Pianisten kennengelernt hatte. Man kann sagen, dass ich mich von den Ereignissen des Lebens habe treiben lassen. Es war nicht geplant. Ich habe in Italien Architektur studiert, ohne Abschluss, da ich dann nach Wien gegangen bin. Dort habe ich an der Kunstschule studiert. Ich komme also aus einer ganz anderen Richtung: Ich habe Grafik, Malerei, solche Dinge gemacht. Ich spielte aber Instrumente, bin mit Musik aufgewachsen, bei uns in der Familie spielten alle Instrumente und sangen. Deshalb habe ich Musik nicht für etwas gehalten, wovon ich leben könnte. Sie war einfach immer präsent, ganz natürlich. Wie siehst du dich, als Sizilianerin oder Europäerin? Ich sehe mich als eine europäische Sizilianerin, als eine mitteleuropäische Sizilianerin. Eines Tages hast du dich dazu entschlossen den Gesang zu deinem Beruf zu machen. Wie ist dies geschehen? Es war so, dass ich eine Schule in Wien besucht habe, einen Kurs am Konservatorium , aber hauptsächlich um das Visum, die Aufenthaltsgenehmigung, in Wien zu bekommen und auch ein bisschen, um die Sprache, die Kultur kennen zu lernen. Das war der Zeitpunkt, von dem an ich mich mehr auf die Musik konzentriert habe. Während ich früher malte, zeichnete oder an anderen Dingen interessiert war, habe ich dann mein Leben auf die Musik ausgerichtet. Von da an bin ich auf Tournee gegangen, habe mit Musikern gearbeitet. Bist du auch nach Amerika gegangen? Ja, Amerika ist vor allem eine persönliche Sache. In den ersten Jahren, in denen ich in Wien gearbeitet habe, sang ich in einem Trio. Wir spielten Blues, es war eine Zeit, in der ich mich sehr für diese Musik interessierte. Daher bin ich mit dem Pianisten, mit dem ich zusammen war, nach Amerika gegangen. Wir haben dort zwei Monate gelebt, haben auch in einigen Jazzclubs gespielt. Und danach bin ich nach Hamburg gekommen. Warum Hamburg? Nun... weil er in Hamburg wohnt! Sehr banal, es gibt kein wirklich philosophisches Motiv. Hier in Hamburg gibt es viele Verlage, gibt es auch viel Musik? Ja, Hamburg ist eine gute Umgebung. Ist Hamburg eine offenere Stadt? Ja, Musik wird anders gemacht. Österreich ist verschlossener. Du singst im Tivoli und in kleineren Theatern, um eine gewisse Atmosphäre zu haben... Ich denke, dass die Musik, die ich mache, mehr in ein Theaterambiente passt. In deinen Liedern gibt es immer ein wenig Reise, Nostalgie, Liebe. Sind dies deine Themen? Ja auch, aber nicht nur. Zum Beispiel habe ich ein Stück gemacht, dass wir nicht live spielen, da es instrumental ist, sehr komplex und ein Orchester benötigt: Villa Grimaldi, es ist auf meiner zweiten CD Il bianco del tempo und ist den Chilenen gewidmet, die unter der Diktatur von Pinochet gefoltert und getötet wurden. Oder ich habe ein Lied geschrieben, das Sempre là heißt und den Schwarzarbeitern, den Nachtarbeitern, gewidmet ist. Den Personen , die arbeiten, die aber nichts zu sagen haben. Sind das deine Themen? Ja, dies sind auch meine Themen. Es kann sein, dass es oft das Thema Reise gibt, da für mich das Reisen ein Symbol für den Fluss, die Bewegung ist. Die Reise kann auch stattfinden, wenn man auf einem Stuhl zu Hause sitzt. Die Idee des Reisens ist die Idee, sich in Bewegung mit sich selbst und in sich selbst zu fühlen. Man kann sagen, dass es ein Leitmotiv ist, etwas, das mich begleitet. Mir ist es schon passiert, dass ich über Dinge geschrieben habe, die entfernt schienen, aber in Wirklichkeit einfach hier waren. Das tägliche Leben besteht aus allem. Es besteht aus dem, was um uns herum passiert. Wie arbeitest du, entsteht zuerst der Text oder die Musik? Das ist immer die Frage: war zuerst das Huhn da oder das Ei? Das ist schwer zu sagen, da manchmal zuerst der Text kommt, manchmal zuerst die Musik. Das hängt von der Situation ab, von dem was dich inspiriert. Es gibt Situationen, in denen mir mehr die Musik die Inspiration gibt. Manchmal habe ich ein fertiges Arrangement im Kopf. Ich denke an die Musik in ganzheitlicher Art, weil ich glaube, dass dies Teil meiner Ausbildung ist. Es ist als wäre die Musik ein Apfel. Sie ist rund und du kannst sie von allen Seiten anschauen, sie ist nicht flach. Wenn du einen Apfel siehst und zu Beginn nicht weißt, was es ist, hast du ein Bild des Apfels. Aber wenn du einen Apfel schon kennst, wenn du einen Apfel nimmst und weißt was drin ist, musst du ihn nicht öffnen, weil du es schon weißt. Das ist für mich die Musik, sie ist etwas, was mir sehr vertraut ist. Sie ist hier, ein warmer Apfel. Was sind deine zukünftigen Projekte? Meine Projekte sind das Schreiben. Ich schreibe gerade für meine nächste CD, die wir im Mai aufnehmen wollen. Im September/Oktober wird die CD rauskommen und danach gehen wir auf Tournee. Ich habe ein Projekt mit einem theatralischen Monolog im Sinn, welches ich zusammen mit einer Regisseurin entwickeln möchte. Wenn es dazu kommt, wird das allerdings erst in ein paar Jahren sein, jetzt ist es noch zu früh. Ein weiteres Projekt, vielmehr ein Wunsch ist es, Filmmusik zu schreiben. Einige Male habe ich Lieder geschrieben, die in Filmen zu Gehör kamen. Zum Beispiel der französisch-finnische Film Dream, dream, dream. Er bekam keine gute Kritiken, die Musik dafür umso mehr. Ich habe das Eröffnungs- und Schlußstück gemacht und gesungen. Darüber hinaus würde ich gerne Projekte mit anderen Musikern machen, mit anderen Personen arbeiten, einen musikalischen Austausch mit anderen Künstlern haben. Etta, wir danken dir vielmals und wünschen dir alles Gute. |