Scuola Italiana

Interview mit Matteo Neri über die italienischen Sprach- und Landeskundekurse

a cura della redazione
Deutsch von Stefanie Wülfing
Negli anni passati CONTRASTO si è dedicato in diversi modi alla diffusione della lingua e cultura italiana all’estero. Qui ad Amburgo, a livello istituzionale, si sono succeduti diversi enti il cui scopo era l’organizzazione e gestione dei corsi e in questo giornale abbiamo dato spazio sia a Scuola e Cultura sia a Progetto Scuola. Il Ministero degli Esteri italiano mette a disposizione somme ingenti a tal fine, ma vorremmo sottolineare che i finanziamenti arrivano con notevole ritardo rispetto all’inizio dell’anno solare e l’ente responsabile deve quindi iniziare "al buio", per così dire, ritrovandosi poi con il capitale disponibile eroso dagli interessi bancari. Una procedura che ci sembra assai poco saggia ed efficace!

Abbiamo voluto chiedere direttamente al responsabile di Scuola Italiana e.V. Matteo Neri qual è la situazione e quali sono le prospettive.

L’ente di cui è presidente, a partire da gennaio, gestirà tutti i corsi di lingua e cultura italiana nella circoscrizione consolare di Amburgo?

Per essere precisi non proprio tutti. Ad Amburgo parte dei corsi sono gestiti dal Comune, altri direttamente dal Ministero degli Esteri Italiano.

Dove si svolgono questi corsi?

Nelle scuole tedesche. Alcuni il pomeriggio, altri invece la mattina.

In quali città siete presenti?

Oltre ad Amburgo, al momento a Lubecca, Brema, Bremerhaven e Elmshorn.

E nel resto della circoscrizione?

Noi abbiamo tre priorità: la prima è quella di aprire corsi là dove ci sono nostri connazionali. Penso innanzitutto a Kiel e Rostock, ma anche a piccoli centri come Glückstadt, Eutin, ecc.

E ad Amburgo?

Ad Amburgo vi sono innanzitutto la scuola elementare bilingue della Döhrnstrasse e il Corvey-Gymnasium, entrambi nel quartiere di Lokstedt. Poi vi sono corsi a Wandsbek, a Wilhelmsburg, a Harburg, ad Altona, a Bergedorf, ecc... Insomma, per chi voglia imparare l’italiano, ad Amburgo, le possibilità non mancano... forse occorrerebbe un migliore coordinamento tra le varie istituzioni...

... e soprattutto una maggiore informazione, perché di questi corsi molti non ne conoscono neanche l’esistenza...

È vero, questo è un problema. Avremmo bisogno di un organo di informazione per pubblicizzare tutte le nostre iniziative...

Chi può frequentare i corsi?

Tutti! I corsi si rivolgono in prima linea ai figli dei nostri connazionali. Ma, torno a dire, tutti sono benvenuti, italiani e non italiani. Noi non siamo una minoranza linguistica chiusa in se stessa. Se promuoviamo la lingua italiana, non è solo perché noi "emigrati in terra straniera" siamo ancora affezionati alla nostra lingua...

...io, ad esempio, non mi sento un "emigrato in terra straniera"...

...neanch’io! Se promuoviamo l’italiano – dicevo – è soprattutto perché l’italiano è la lingua di una grande civiltà, la lingua che ha nutrito una grandissima letteratura, una letteratura che vale la pena studiare...

Nelle scuole tuttavia, tra le lingue straniere, l’italiano non è forse il fanalino di coda?

Solo ad Amburgo vi sono ben 11 ginnasi dove l’italiano è materia di insegnamento. Certo, l’inglese la fa da padrone, non potrebbe essere diversamente... ma sapere l’inglese oggi non è più considerato un titolo di merito, perché lo sanno tutti. Oggi si tende a voler padroneggiare una seconda lingua straniera... e molti vorrebbero che fosse l’italiano.

Resta il fatto che nelle scuole è più facile imparare l’inglese, il francese, lo spagnolo e il russo...

È vero, nei programmi scolastici l’italiano non ha il posto che gli compete. Negli ultimi tempi noto però un maggiore interesse delle autorità italiane e tedesche per l’italiano, e la conferenza dal titolo significativo Mehr Italienisch im Norden! dello scorso 17 settembre lo testimonia.

Alle parole dovranno però seguire dei fatti!

Sull’impegno dell’Ambasciata e del Consolato italiano di Amburgo in questo senso non ho dubbi. E nella conferenza appena citata ho lanciato anche una proposta...

Quale?

Un accordo tra l’Italia e la Germania. Un accordo che preveda più tedesco nelle scuole italiane in cambio di più italiano nelle scuole tedesche.

Ha parlato di tre priorità. La prima era quella di aprire nuovi corsi, e la seconda?

Creare ad Amburgo un asilo italiano aperto tutti i giorni della settimana.

E la terza?

Sensibilizzare i genitori affinché prendano parte alla vita scolastica, parlino con gli insegnanti, si interessino di più al rendimento scolastico dei loro figli... E il nostro ente farà la sua parte accompagnando i ragazzi sino alla fine della carriera scolastica, assistendoli in tutti i modi. Ciò che non possiamo assolutamente fare è togliere ai genitori la responsabilità del futuro dei loro figli. E questo futuro, oggi più che mai, significa istruzione e cultura!

Un’ultima domanda, più personale: come concilia il suo impegno culturale nel campo della scuola con quello politico, essendo membro dell’Integrationsbeirat del Senato di Amburgo?

Per l’uomo dell’antica Grecia politica e cultura erano due facce della stessa medaglia: si trattava in ogni caso di operare per il bene della polis. Ecco, io sento lo stesso impegno.

Ringraziamo il signor Neri del breve ma interessante colloquio e gli porgiamo i nostri auguri di buon lavoro affinché i corsi di lingua e cultura italiana abbiano successo.

 

Per contattare Scuola Italiana e.V.: Tel. (+49 40) 491 89 13 – si@scuolaitaliana.de

In den letzten Jahren hat CONTRASTO sich auf unterschiedliche Art und Weise für die Verbreitung der italienischen Sprache und Kultur im Ausland eingesetzt. Hier in Hamburg folgten auf institutioneller Ebene verschiedene Vereine, die sich die Organisation und Veranstaltung von Sprachkursen zum Ziel gesetzt haben; in dieser Zeitung haben wir Scuola e Cultura als auch Progetto scuola bereits vorgestellt. Das italienische Außenministerium stellt für die Zwecke der Vereine beträchtliche Summen zur Verfügung, allerdings, wie wir hervorheben möchten, erreichen diese Finanzierungshilfen die Organisationen erst nach Beginn des Schuljahres, so dass die Verantwortlichen zunächst "ins Blaue" hinein tätig werden müssen. Und wenn die Gelder schließlich eintreffen, müssen damit die Zinsen der aufgenommenen Darlehen getilgt werden – eine Vorgehensweise, die wir für wenig sinnvoll und effektiv halten!

Wir haben den Verantwortlichen von Scuola Italiana e.V., Matteo Neri, im persönlichen Gespräch nach der aktuellen Situation und den Zielen des Vereins befragt.

Ab Januar wird der Verein, dessen Vorsitzender Sie sind, alle italienischen Sprach- und Landeskundekurse im Bezirk des Hamburger Konsulats organisieren?

Um ganz genau zu sein: nicht alle. In Hamburg werden einige Kurse von der Stadt, andere direkt vom italienischen Außenministerium durchgeführt.

Wo finden diese Kurse statt?

In den deutschen Schulen. Einige am Nachmittag, andere morgens.

In welchen deutschen Städten sind Sie vertreten?

Außer in Hamburg findet man uns im Moment in Lübeck, in Bremen, in Bremerhaven und in Elmshorn.

Und im übrigen Bezirk?

Wir haben uns drei Prioritäten gesetzt: Erstens sollen dort Kurse veranstaltet werden, wo unsere Landsleute leben. Ich denke da vor allem an Kiel und Rostock, aber auch an kleinere Zentren wie Glückstadt, Eutin und andere ...

Und in Hamburg?

In Hamburg arbeiten wir vor allen Dingen in der zweisprachigen Grundschule in der Döhrnstrasse und im Corvey-Gymnasium, beide in Lokstedt. Außerdem gibt es Kurse in Wandsbek, Wilhemsburg, Harburg, Altona, Bergedorf und so weiter. Wer also Italienisch lernen möchte, dem wird in Hamburg viel geboten ... wobei man vielleicht über eine bessere Koordination der einzelnen Institutionen nachdenken könnte ...

… und vor allen Dingen sollte man eine bessere Informationspolitik betreiben. Viele wissen von der Existenz dieser Kurse gar nichts…

Das ist wahr, das ist ein Problem. Wir bräuchten eine Stelle für Presse- und Öffentlichkeitsarbeit, die die gesamten Informationen über unsere Aktivitäten veröffentlicht ...

Wer kann diese Kurse besuchen?

Alle! Die Kurse richten sich in erster Linie an die Kinder italienischer Einwanderer. Aber ich kann nur wiederholen: Alle sind willkommen, Italiener als auch Nicht-Italiener. Wir sind keine sprachliche Minderheit, die sich abschotten möchte. Wenn wir die italienische Sprache fördern, dann nicht nur, weil wir uns auch als "Emigranten auf fremdem Boden" noch immer zu unserer Sprache hingezogen fühlen ...

… ich zum Beispiel fühle mich nicht wie ein "Emigrant auf fremdem Boden"…

... und ich auch nicht! Wenn wir die italienische Sprache fördern – wie ich eben sagte – dann vor allem, weil sie die Sprache einer Hochkultur ist, die Sprache einer großartigen Literatur, die es wert ist, gelesen zu werden…

Aber dennoch ist Italienisch in den Schulen so etwas wie das Schlusslicht der Fremdsprachen?

Allein in Hamburg gibt es immerhin elf Gymnasien, an denen Italienisch unterrichtet wird. Sicherlich bleibt Englisch die wichtigste Fremdsprache, wie sollte das auch anders sein ... aber da alle Englisch sprechen, gelten diese Sprachkenntnisse auch nicht mehr als eine besondere Qualifikation. So wollen viele heute noch eine zweite Fremdsprache lernen ... und viele möchten eben Italienisch lernen …

Trotzdem ist es einfacher, in der Schule Englisch, Französisch, Spanisch und Russisch zu lernen …

Das stimmt, im Lehrstoff der Schulen nimmt das Italienische nicht den Platz ein, der ihm zusteht. Aber in der letzten Zeit fällt mir ein zunehmendes Interesse italienischer als auch deutscher Behörden an der italienischen Sprache auf, wie auch die Tagung mit dem vielsagenden Titel "Mehr Italienisch im Norden!" vom 17. September beweist.

Aber diesen Worten müssen auch Taten folgen!

An dem Engagement der italienischen Botschaft und des italienischen Konsulats Hamburgs habe ich keinen Zweifel. Und auf der eben erwähnten Tagung habe ich auch einen Vorschlag dazu gemacht ...

Welchen?

Ein Abkommen zwischen Italien und Deutschland. Ein Abkommen, das mehr Deutsch an italienischen Schulen vorsieht und im Austausch dazu auch mehr Italienisch an deutschen Schulen.

Sie hatten vorhin von drei Prioritäten gesprochen. Die erste war, neue Kurse ins Leben zu rufen, was ist die zweite?

In Hamburg einen italienischen Kindergarten zu errichten, der jeden Tag in der Woche geöffnet hat.

Und die dritte?

Die Eltern zu sensibilisieren, damit sie am Schulleben teilnehmen, mit den Lehrern sprechen, sich mehr für die schulischen Leistungen ihrer Kinder interessieren ... Und unser Verein wird seinen Teil leisten, indem er die Kinder bis ans Ende ihrer schulischen Laufbahn begleitet und sie in jeder Hinsicht unterstützt. Was wir allerdings auf keinen Fall tun können, ist, den Eltern ihre Verantwortung für die Zukunft ihrer Kinder abzunehmen. Und diese Zukunft, heute mehr denn je, bedeutet Kultur und Bildung!

Eine letzte, eher persönliche Frage: Wie vereinbaren Sie Ihr kulturelles Engagement in der Schule mit Ihrem politischen im Integrationsbeirat des Senats Hamburgs?

Für einen Griechen der Antike waren Kultur und Politik zwei Seiten ein und derselben Medaille: In beiden Fällen ging es darum, im Wohl der Polis zu handeln. Und in diesem Sinne fühle auch ich mich verantwortlich.

Wir danken Herrn Neri für das kurze aber sehr interessante Gespräch und wünschen ihm für seine Arbeit alles Gute, damit seine Italienischkurse Erfolg haben werden.


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