Sebastiano Vassalli
Ein großer Erzähler in den Fußstapfen der
Tradition
|
di Bruno Lunghi |
Deutsch von Danielle Kühne |
| Quando
si aprono i libri di Sebastiano Vassalli e si comincia a leggerli, la prima
impressione che se ne ricava è la seguente: «Ecco un autore che
sa chiamare le cose con il loro vero nome, che sa dire pane al pane
e vino al vino».
Il talento narrativo di Vassalli è davvero straordinario, come pure la sua capacità di trasportarci allinterno della vicenda narrata, di porci davanti agli occhi quasi anche noi fossimo presenti personaggi e situazioni di un passato anche molto lontano. Vassalli, il passato riesce a farlo rivivere con la sua narrazione, con una precisione e una capacità di pensare per immagini che ha del prodigioso e che assomiglia molto da vicino allattività di un archeologo che con metodo, cautela e amore scava strato per strato, catalogando attento i frammenti, ricomponendoli, fino a riportare alla luce unintera città, un intero insediamento umano, permettendoci così di immaginare e di scorgere la vita là dove pensavamo ci fossero rimasti solo polvere e rovine. Ma non solo, i libri di Vassalli ci dicono addirittura ci dimostrano che il nostro presente sarebbe impensabile e completamente diverso se non ci fossero stati coloro che ci hanno preceduto. In un epoca come la nostra, dove anche le attività umane che hanno a che fare con larte e con la cultura sembrano essere improntate alle leggi effimere delle mode, al consumo, al superficiale usa e getta, per scomparire poi nel nulla, i libri di Vassalli sono delle vere e proprie boccate di ossigeno. Oltre che ad essere ben scritti e a raccontarci delle belle storie, ci invitano a pensare, a capire qualcosa di più delle contraddizioni e dei nodi irrisolti del nostro passato che sono gli stessi, o solo in parte mutati, del nostro presente. Questi libri aprono delle brecce nei nostri fortilizi edificati sulla chiacchiera e sul niente e ci permettono di guardare in prospettiva ed in lontananza, verso le cose che realmente contano e che restano immutate. Sebastiano Vassalli è nato a Genova nel 1941, ma ha vissuto fin da piccolo a Novara. Dopo gli studi in lettere è passato attraverso lesperienza delle avanguardie e le sue prime produzioni risultano essere fortemente sperimentali. Ha pubblicato anche delle raccolte di poesie e accanto allattività di scrittore affianca quella di pittore (forse è proprio la pittura a consentirgli di pensare così bene per immagini). Non cè dubbio, comunque, che a partire da un certo punto Vassalli abbia riscoperto la tradizione letteraria italiana e che i suoi libri, sebbene nel tipo di montaggio e di taglio siano molto moderni, si situino contemporaneamente nel solco della migliore tradizione letteraria del nostro paese. Cè chi lo ha definito un Manzoni senza la Provvidenza e potremmo aggiungere con tutto il rispetto per uno dei padri della Patria senza le lungaggini, perché le informazioni storiche, i ragguagli sulle strutture sociali e di potere, gli avvenimenti storici maggiori sullo sfondo, in Vassalli sono perfettamente inseriti nella narrazione ed il lettore li apprende, per così dire, quasi senza accorgersene. Con La Chimera (1990) e Marco e Mattio (1992), Vassalli tocca i vertici della sua produzione, perché questi due libri sono dei veri e propri capolavori. La Chimera racconta la storia della giovane Antonia la cui unica colpa è quella di essere molto bella e troppo attraente: finirà per essere processata e arsa viva in quanto ritenuta una strega. Siamo nel Seicento, nel paese di Zerbino, nella Bassa Novarese, con uneconomia fondata sul riso e sulle risaie. Con Marco e Mattio ci spostiamo alla fine del Settecento, e quella di Mattio è una vicenda di santità e di follia, ma soprattutto di pellagra e di miseria. Anche qui cè un paese: Zoldo, stavolta in una valle, in provincia di Belluno, ai piedi delle Alpi. Da Zoldo provengono oggi molti produttori di gelato, sparsi un po in tutto il mondo, ma al tempo in cui si svolse la toccante vicenda di Mattio, il paese aveva uneconomia di tipo ben diverso. Vassalli si rivela magistrale non soltanto nel narrare le storie marginali di questi umili, ma anche nel tratteggiare tutto un mondo, una costellazione di personaggi maggiori e minori con il loro modo di vivere e di pensare; senza tralasciare le strutture sociali, i rapporti di potere, le ingiustizie ed i soprusi. Gli avvenimenti della storia con la S maiuscola quella che impariamo a scuola con la sua pretesa di linearità, di sviluppo cronologico e di progresso, queste misere e marginali esistenze le avrebbe già spazzate via, se non ci fossero lattenzione e la mano premurosa dello scrittore a farle rivivere, a ricostruirle pezzo per pezzo, affinché anche noi lettori ci possiamo calare in quel mondo e comprenderne le ragioni. Le vicende del nostro passato, anche le più minime, le più marginali sembra voglia dirci Vassalli sono come rovine, fondamenta su cui è edificato il nostro presente. È già stato notato più volte dalla critica nonché ribadito a più riprese dallo stesso autore che la sua intenzione maggiore è quella di comporre una mappa sul carattere degli italiani, di tracciare un ritratto sui vizi e le virtù del nostro paese. A questo proposito cerano già stati, tra gli altri, La notte della cometa (1984) che ricostruiva le vicende del genio e della follia del poeta Dino Campana. Loro del mondo (1987) che ci trasportava nel primo dopoguerra, sulle rive del Ticino, dove alcuni cercatori erano alle prese con un molto improbabile oro che tentavano di estrarre dal fiume, ma loro del titolo è anche il luccichio della giovinezza, delletà lirica, prima che limmensa volgarità del mondo e della Storia cadessero sulle spalle del giovane protagonista Sebastiano. Non sappiamo fino a che punto questo splendido e acre racconto sia autobiografico. Seguirà Il Cigno (1993), dove lazione si svolge in Sicilia tra omicidi, scandali bancari e terremoti politici. Un libro che si legge tutto dun fiato. Una macchina narrativa perfetta. Delle istantanee, delle sequenze quasi cinematografiche che per precisione ed efficacia sono collocabili accanto alle prove migliori di Giuseppe Verga o di Leonardo Sciascia. Meno riuscito ci sembra, invece, Cuore di pietra (1996), benché lidea da cui parte sia decisamente bella: ripercorrere la Storia dItalia dallunificazione ai nostri giorni attraverso i passaggi di proprietà e i destini che si incrociano in una villa di Novara. Ma qui Vassalli si lascia prendere la mano, parlando di alcuni esponenti della borghesia e della casa reale la sua rabbia ed il suo disprezzo esplodono con fragore ed è per questo, forse, che Cuore di pietra pare essere meno compiuto: con lodio, infatti, non si costruisce proprio niente. Dux (2002) è invece un breve e conciso ritratto degli ultimi anni di vita di Giacomo Casanova. Il vecchio e isolato gentiluomo, a Dux, in Boemia, deve subire le angherie e gli scherzi di cattivo gusto persino da parte dei domestici del signore sotto cui anche lui è a servizio come bibliotecario. Ormai, contro presunti o reali nemici, non gli resta che un mezzo: scrivere lettere e lettere che non verranno mai spedite, dove tenta, sulla carta almeno, di prendersi la rivincita. Un altro tassello, stavolta di un italiano eccellente, del mosaico sul carattere degli italiani che Vassalli va tratteggiando da anni. |
Wenn
man die Bücher von Sebastiano Vassalli aufschlägt und sie beginnt
zu lesen, so gewinnt man folgenden ersten Eindruck: Das ist ein Autor,
der es vermag, die Dinge beim Namen zu nennen, der kein Blatt vor den Mund
nimmt.
Sowohl das erzählerische Talent von Vassalli wie auch seine Gabe, den Leser ins Innere der erzählten Handlung zu führen, ist wirklich einzigartig. Er führt uns Personen und Situationen einer längst vergangenen Zeit so vor Augen, als wenn wir fast selbst dabei gewesen wären. Vassalli gelingt es, die Vergangenheit mittels seiner Erzählung wiederzubeleben und tut dies mit einer Minuziösität und einer Fähigkeit in Bildern zu denken, die etwas Wundersames an sich hat und die bei näherer Betrachtung an die Arbeit eines Archäologen erinnert. Dieser legt mit Methode, Vorsicht und Liebe Schicht um Schicht frei, katalogisiert aufmerksam die einzelnen Fragmente, setzt sie wieder zusammen, bis eine ganze Stadt zum Vorschein kommt, eine komplette menschliche Ansiedlung und uns damit ermöglicht, uns Leben dort vorzustellen und zu entdecken, wo wir dachten, nur noch Schutt und Asche vorzufinden. Aber die Bücher von Sebastiano Vassalli sagen uns nicht nur, ja sie zeigen uns förmlich auf, dass unsere Gegenwart undenkbar und vollkommen anders wäre ohne diejenigen, die vor uns gelebt haben. In einem Zeitalter wie dem unsrigen, wo jegliches menschliches Handeln im Kunst- und Kulturbereich durch die vergänglichen Gesetze der Mode, des Konsums, der oberflächlichen Wegwerfgesellschaft geprägt wird, um dann im Nichts zu verschwinden, sind die Bücher von Vassalli ein wahres Lebenselixier. Neben der Tatsache, dass sie gut geschrieben sind und schöne Geschichten erzählen, laden uns seine Bücher dazu ein, darüber nachzudenken und etwas besser zu verstehen, dass die Widersprüche und unlösbaren Knoten unserer Vergangenheit dieselben bzw. teilweise leicht veränderten, unserer Gegenwart sind. Diese Bücher schlagen eine Bresche in unsere auf dem bloßen Gerede und dem Nichts aufgebauten Festungen und sie zeigen uns Möglichkeiten auf, mit etwas Abstand die Dinge zu betrachten, die wirklich im Leben zählen und immer unverändert bleiben. Sebastiano Vassalli ist 1941 in Genua geboren, aber lebte von klein auf in Novara. Nach seinem humanistischen Studium machte er Erfahrungen mit den Avantgardisten und seine ersten Arbeiten sind daher sehr experimentell. Er veröffentlichte auch Gedichtsammlungen und neben seiner Tätigkeit als Schriftsteller war er auch Maler vielleicht ermöglichte ihm gerade die Malerei, so hervorragend in Bildern zu denken. Es besteht jedoch kein Zweifel daran, dass Sebastiano Vassalli ab einem bestimmten Moment die italienische Literaturtradition wiederentdeckt hat und dass seine Bücher, auch wenn sie im Aufbau und der Gliederung sehr modern sind, gleichzeitig in die Fußstapfen der großen italienischen Literaturtradition treten. Es gibt Personen, die ihn als Manzoni ohne Vorsehung bezeichnet haben, und man könnte hinzufügen mit allem Respekt für einen der Väter des italienischen Vaterlandes , ohne gewisse Längen, denn bei Sebastiano Vassalli sind die historischen Informationen, die Hintergründe über die gesellschaftlichen Strukturen und Machtverhältnisse, und die wichtigsten historischen Nebenereignisse auf perfekte Weise in die Erzählung mit eingebunden, so dass der Leser diese sozusagen ohne es zu bemerken, erfährt. Mit Die Hexe von Novara (Italien: 1990) und Marco und Mattio (Italien: 1992. A.d.Ü.: in Deutschland unveröffentlicht, eigene Übersetzung des Titels) erreicht Vassalli den Höhepunkt seines Schreibens, denn diese beiden Bücher sind als wahre Meisterwerke zu bezeichnen. Die Hexe von Novara erzählt die Geschichte der jungen Antonia, deren einzige Schuld darin liegt, sehr schön und zu anziehend zu sein. Sie wird am Schluss verurteilt und lebendig verbrannt, da sie für eine Hexe gehalten wird. Wir befinden uns im 17. Jahrhundert, in dem Dorf Zerbino in der Tiefebene von Novara, in der das wirtschaftliche Leben sich auf den Reis und die Reisfelder stützt. Mit Marco und Mattio begeben wir uns ans Ende des 18. Jahrhunderts. Mattios Geschichte handelt von Unantastbarkeit und Wahnsinn, aber vor allem von der mit Schwäche und Müdigkeit einhergehenden Krankheit Pellagra und unendlicher Armut. Auch hier steht im Mittelpunkt ein Dorf. Das Dorf Zoldo liegt dieses Mal in einem Tal in der Provinz Belluno am Fuße der Alpen. Aus Zoldo kommen heutzutage viele Speiseeishersteller, die in die ganze Welt verstreut sind, aber in der Zeit, in der die berührende Geschichte von Mattio spielt, wurde das Dorf von einem ganzen anderen Wirtschaftszweig geprägt. Sebastiano Vassalli erweist sich nicht nur als Meister im Erzählen der Randgeschichten dieser gedemütigten Menschen, sondern auch im Beschreiben einer ganzen Welt, einer Konstellation von Neben- und Hauptfiguren mit ihren eigenen Lebens- und Denkarten. Dabei vernachlässigt Vassalli es nicht, den Blick auf die gesellschaftlichen Strukturen, die Machtverhältnisse und die Ungerechtigkeiten und Gewalttätigkeiten zu lenken. Die Ereignisse der großen Geschichte, d.h. die, die wir in der Schule lernen und die den Anspruch hat, linear zu verlaufen und eine chronologische Entwicklung und Fortschritt aufzuweisen, hätte die erbärmlichen und am Rande der Gesellschaft lebenden Existenzen schon längst ausgewischt, wenn da nicht die Aufmerksamkeit und die umsichtige Hand des Schriftstellers wäre, der sie zu neuem Leben erweckt und sie Stück für Stück wieder zusammensetzt, so dass auch wir Leser in diese Welt eintauchen können und ihre Zusammenhänge verstehen. Es scheint so, als wenn Sebastiano Vassalli uns sagen will, dass die Ereignisse unserer Vergangenheit, auch wenn sie noch so gering und nebensächlich gewesen sein mögen, wie Ruinen sind, die das Fundament bilden, auf der unsere Gegenwart errichtet wurde. Von den Kritikern wurde schon mehrmals festgestellt, jedoch vom Autor selbst des öfteren zurückgewiesen, dass sein Hauptanliegen darin begründet liege, ein Charakterbild über die Italiener zu entwerfen und ihre Tugenden und Laster aufzuzeigen. In diesem Zusammenhang sind u.a. die Werke Die Nacht des Kometen (Italien: 1984. A.d.Ü.: in Deutschland unveröffentlicht, eigene Übersetzung des Titels) und Das Gold der Welt (Italien: 1987) zu nennen. Ersteres zeigt die genialen und gleichzeitig wahnsinnigen Erlebnisse des Dichters Dino Campana auf. Das Gold der Welt versetzt uns in die Zeit kurz nach dem Zweiten Weltkrieg, an die Ufer des Tessins, wo sich einige Goldsucher mit dem dort nur sehr selten vorkommenden Edelmetall abmühten, das sie aus dem Fluss zu schürfen versuchten. Aber das Gold des Buchtitels ist auch der Glanz der Jugend, des lyrischen Lebensalters, bevor die ganze Härte der Welt und der Geschichte auf die Schultern des jungen Protagonisten Sebastiano herabfällt. Es ist nicht bekannt, inwieweit diese hervorragende und zugleich harte Geschichte autobiografisch ist. Im Jahr 1993 erscheint Der Schwan, dessen Schauplatz das Sizilien der Morde, Bankskandale und politischen Erdrutsche ist. Dies ist ein Buch, das man in einem Atemzug liest. Eine perfekte Erzählmaschinerie mit Momentaufnahmen, mit fast filmischen Sequenzen, die auf Grund ihrer Präzision und Ausdrucksstärke neben die besten Arbeiten von Giuseppe Verga oder Leonardo Sciascia anzusiedeln ist. Weniger gelungen erscheint hingegen Herz aus Stein (Italien: 1996. A.d.Ü.: in Deutschland unveröffentlicht, eigene Übersetzung des Titels), auch wenn die Idee, von der Vassalli hier ausgeht, auf jeden Fall sehr schön ist: Die Geschichte Italiens von der Einigung bis heute mittels der Schilderung der Besitzübergänge und der Schicksale, die in einer Villa in Novara aufeinandertreffen, zu durchlaufen. Aber hier lässt sich Vassalli die Hand führen und verleiht seinen Worten mit einer derartigen Wut und Missachtung Ausdruck, wenn er über einige Vertreter des Bürgertums und des Königshauses spricht, so dass gerade deshalb Herz aus Stein weniger gelungen erscheint, denn mit Hass lässt sich nichts erschaffen. Schloss Dux (Italien: 2002. A.d.Ü.: in Deutschland unveröffentlicht, eigene Übersetzung des Titels) ist hingegen eine kurze und knappe Abhandlung der letzten Lebensjahre von Giacomo Casanova. Der alte und vereinsamte Ehrenmann muss auf Schloss Dux in Böhmen Quälereien und Gemeinheiten sogar teilweise von den Bediensteten des Herrn erleben, bei dem er selbst als Bibliothekar tätig ist. Mit der Zeit bleibt ihm kein anderes Mittel mehr, um gegen angebliche oder wirkliche Feinde vorzugehen als Briefe zu schreiben. Briefe, die nie abgeschickt werden, aber in denen er sich wenigstens auf dem Blatt Papier traut, Vergeltung zu üben. Dies ist ein weiteres, diesmal in einer hervorragenden Sprache gehaltenes Versatzstück des Mosaiks über den Charakter der Italiener, das Sebastiano Vassalli seit Jahren beschreibt. |
Da / aus Marco e Mattio (Einaudi - 1992)
| «È corso a suonare le campane», disse Floriano del Chiech. In quello stesso istante, quasi per dare unimmediata conferma alle sue parole, proruppero sopra le loro teste i primi rintocchi della campana grande, la Floriana: che era stata fusa nella valle quando ancora dalle pendici del Col Dur e del monte Punta si estraevano molti metalli, non soltanto il ferro ma anche il rame e lo stagno con cui si fa il bronzo, anche largento che ne ingentilisce il suono e lo rende armonioso Così, a Zoldo, incominciò il nuovo anno 1776, col frastuono della campana a martello che chiamava a raccolta gli uomini dei villaggi; nella luce grigia e ovattata dun mattino dinverno in cui le nuvole ricoprivano le montagne e la neve restava lassù, come sospesa: perché dicevano i vecchi faceva troppo freddo per poter nevicare! | »Er ist zum Glockenläuten gelaufen«, sagte Floriano del Chiech. Im selben Moment, fast so als wenn seine Worte umgehend bestätigt werden sollten, erklang über ihren Köpfen das erste Geläut der großen Glocke, der Floriana. Diese wurde im Tal gegossen, als an den Hängen des Col Dur und des Monte Punta noch viel Metall abgebaut wurde. Nicht nur Eisen, sondern auch Kupfer und Zinn, aus dem Bronze gewonnen wird, und auch Silber, das den Ton der Glocke geschmeidig und harmonisch macht ... So begann in Zoldo das neue Jahr 1776 mit dem Klang der Sturmglocke, der die Männer des Dorfes zusammenrief; in einem grauen und verschwommenen Licht eines Wintermorgens, an dem die Wolken die Berge bedeckten und der Schnee dort oben wie schwebend hängen blieb, denn so sagten die Alten es war zu kalt zum Schneien! |